21 agosto, 2008

Sogno

Sono in un bosco fitto rigoglioso ma buio, che confina con un deserto di sabbia bianca. Io sono proprio sul bordo. Devo piantare un alberello, e non so come fare. Se lo metto nel bosco le radici potranno attecchire, ma non avrà abbastanza luce. Se lo metto al sole avrà luce ma le radici non riusciranno ad attecchire nella sabbia. Alla fine decido di metterlo a metà. A metà tra la luce e il buio, a metà tra la sabbia e la terra. Anche se non sono molto fiducioso sul risultato.

19 agosto, 2008

Sogno

Devo andare da un amico. Con le mie bambine. E' buio. Le strade sono tutte piene di polvere. Spesso ci sono buche da superare. Mettendo assi. A volte ho paura che si facciano male. Ma riusciamo sempre a trovare il modo di passare gli ostacoli. Poi ci ritroviamo in un bosco. E poi ancora in un campo di olivi. Su una collinetta ci sono un sacco di insetti, grossi però e che parlano. Dicono che a loro piace stare lì a guardare la luna e che non vogliono essere disturbati. A me sembra che si annoino. Io e le bambine continuiamo a camminare per questi campi in discesa, ma non sappiamo dove arriveremo. Ci dovrebbe essere una festa, ma non c'e' nessuno.
E poi ricominciamo a camminare nelle vie polverose della città.


Sono in campagna con un amico. Ho una grossa sacca di semi. Insieme dobbiamo andare di notte in un campo di olivi per seminarli, perchè così potranno germogliare e crescere. E' estate e tutto sembra tranquillo.

15 agosto, 2008

Sogno

Sono con lui. Camminiamo per le strade. Andiamo all'Università.
Ci portano in un aula dove proiettano un film sulla rivoluzione. In bianco e nero.
Ci fanno domande.Sembra un interrogatorio. Lui è confuso. Quasi impaurito.
Io rispondo con sicurezza. Ci lasciano andare.
Andiamo a casa mia. Mentre camminiamo parliamo del film. Alla fine era interessante.
Casa mia è grande. Su più piani. Le stanze sono ampie e luminose. Ma ognuna è arredata in un modo diverso. C'e' anche un po' di confusione. Qualche letto disfatto. Ma luce. Lui è meravigliato. Non credevo dice che avessi una casa così.
Non la conosco bene neanche io. A volte mi sembra di vederla per la prima volta.
Entriamo poi in una stanza più buia. Scarsamente illuminata. Alle pareti armadi scuri.
Li apriamo. Dentro lettere e cartoline e fotografie, dei nonni, forse dei bisnonni.
C'e' un tesoro qui dentro dice lui. Si rispondo, ma ci vuole tempo. Un giorno mi racconterai. Dico.
Ma sono tue queste cose.
Si ma io non so raccontare e mi piace ascoltarti.Tu mi racconterai. Inventeremo storie su questo. Ora andiamo, ci vuole troppo tempo.
Torneremo a guardare dentro l'armadio.
Sorridiamo e torniamo nel caos più luminoso.

11 agosto, 2008

Sogni

Sono a casa di F. No non proprio la casa, ma una depandance della stessa. Nella casa non posso entrare perche la chiave della casa principale ce l'ha solo lui. E' tutto in disordine, allora io mi metto a sistemare le cose, rifaccio i letti, metto a posto un po'. Arrivano i miei genitori e a me scoccia che siano lì. Poi arriva mia nonna che si mette a fare da mangiare. Io vorrei che andassero tutti via. Mia nonna si mette a mangiare le mie foglie di oleandro ed io mi arrabbio e dico .. Nonna sono velenose ti fanno male, non le puoi mangiare. E lui mi risponde che a lei non fa male nulla. E io sono triste perchè quelle foglie servivano a me e adesso le devo andare a ricercare.

Sto partecipando ad una gara di guida lenta con l'auto. E' un gioco in cui devi andare ad una certa velocità bassissisima per superare e prendere tutti gli ostacoli, ma non puoi andare troppo lento sennò finisce il tempo minimo. All'inizio non sono capace, poi capisco che è tutto un gioco di prima e di seconda e concludo la gara con successo. Per premio mi danno una scatola grande con l'immagine della rifrazione della luce attraverso un cristallo, ma dentro ci sono tante automobiline in miniature fornite di motore. Una meraviglia. Irene mi dice .. che schifo è un premio da maschi .. ed io le rispondo che è bellissimo ed è per me, non per lei.

Sto camminando al buio attraverso un ponte. Ci sono diverse persone tra cui F. e un suo amico con cui ha litigato. L'amico lo ha denunciato ai carabinieri e a me dispiace perchè mi sembra un esagerazione per un litigio. Vorrei poter fare qualcosa, ma non c'è verso di parlarci con questo suo amico. E allora sono preoccupato perchè so che arresteranno F ed io non posso sopportarlo.

10 agosto, 2008

Sogno

E' tutto facile. E' scritto. Sono solo sette righe di codice. Lo faccio vedere. Sono lineari. Pulite. Racchiuse tra due parentesi graffe di inizio e di fine. Lo faccio notare. Con le parole chiave in blu. Che non c'e' niente di complicato. E' tutto lì. Scritto e semplice. Eppure nessuno riesce a capire e mi fanno vedere programmi assurdi dove non si capisce l'inizio e la fine. Ed io non so come fare. Perchè mi sembra così evidente la semplicità del tutto, che non so perchè non sia così evidente anche agli altri. Solo sette righe.

09 agosto, 2008

Sogno

Sono in un grande labirinto. Di pietra. Color Sabbia.
C'e' il sole ed è giorno. Io devo trovare la strada.
Ci sono un sacco di persone , per lo più ragazzi, vestiti di bianco. Tutti mi vogliono indicare la strada. E mi danno consigli. Un vocio indistinto che io non ascolto.
Voglio scappare da quella folla tutta uguale. Vedo delle scale laterali. Un po' strette. Con gli scalini molto alti. Comincio a salire. Non so dove mi portano ma so di salire anche perchè le voci sono diventate lontane. C'e' fresco nelle scale anche se ancora il sole picchia forte.
Arrivo in cima. Di sotto si vede la folla vestita di bianco che ancora parla nel labirinto. Sono sulle mura che circondano il labirinto. Come una grande fortezza. C'e' il sole e un panorama mozzafiato. Poi davanti a me lo vedo. Anche lui è tutto vestito di bianco, ma ha un simbolo rosso, non so cosa, ricamato sulla maglia. Questo semplice simbolo lo rende unico. E io lo riconosco. Poi lo abbraccio felice di averlo ritrovato. Avevo tanta paura di non trovarlo più.
E finalmente posso piangere, senza vergognarmi di farlo e senza paura.

21 luglio, 2008

Sogno

Sono in una piscina che è in fondo in fondo a una lunga discesa. La piscina però è quasi senza acqua.
Scendo un po' di scale a pioli. Poi decido di finire la discesa con uno scivolo (almeno mi diverto, penso). Ma c'e' un bambino che va in su e in giù sullo scivolo con una macchinetta e non mi permette mai di passare. Non mi posso mettere contro un bambino quindi decido di andarmene. Esco fuori. Sono in aperta campagna in mezzo a prati verdi e da lontano vedo la piscina. Incontro una vecchietta che mi dice .. devi tornare là. Adesso lo scivolo è libero. Ma mi raccomando, non lasciare mai le tue bambine da sole con quel prete ortodosso che recita la messa in greco per farsi bello davanti ai suoi discepoli. Non è una persona affidabile. Io ruimango molto colpita e penso a questo tizio vestito sempre di bianco che gira per la campagna.

12 luglio, 2008

Sogno

Sono a casa di un'amico. Ha una villetta con un giardino. E' notte. E' estate. Stamo in questo giardino[................................]. Si sta molto bene. Poi decidiamo di andare a fare una camminata. Vogliamo fare un bel po' di cose insieme. Ma ci diamo tempo. Adesso è giorno e camminiamo nella campagna. C'e' un prato verde. Non c'e' il sole. Ma i colori sono accesi. In mezzo una chiesa. Tutta in pietra. Solida. Bella. Di una forma quasi circolare. Entriamo. Ci sono tante persone che pregano. E' la chiesa i Sant'Andrea. In cima vicino all'altare ci sono due foto di Andrea. Un ragazzo morto prima di cominciare a vivere. Prendo le foto. E gli dico che mi dispiace tantissimo. Le tengo con me. Il mio amico mi dice di continuare. Dobbiamo uscire dalla chiesa. Io allora metto queste foto di Andrea da una parte e gli dico che tornerò a sistemare le cose per bene, ma ora devo andare. Vicino alla chiesa c'e' una collina con un bosco fitto. Entriamo con strane idee in testa. Ma c'e' una casa.E' buio ora e girando dietro la casa vediamo che ci sono persone che cenano. Facciamo per tornare indietro, ma il mio amico viene attaccato da un serpente un boa. Io invece vengo aggredito da un cucciolo di puma. Piccolo come un gatto. Ma agguerrito. Facilmente lo caccio via. E' tenero e bianco ma i suoi denti sono aguzzi. Il mio amico alle prese con questo enorme boa bianco mi chiede aiuto. Io sto per avvicinarmi per prendere questo boa e scaraventarlo via, pur avendone paura so che lo devo fare, ma poi dalla casa lo chiamano per nome (il boa) e lui se ne va verso la voce che lo ha chiamato. Le persone della casa si scusano e noi ce ne andiamo ridiscendendo la collina dalla parte opposta della chiesa.E' di nuovo giorno. Incontriamo un collega che dice che ce ne sono altri (di colleghi) che stanno riposando sulla spiaggia. C'e' davvero una spiaggia. Il mio amico sostiene che non c'era mai stata una spiaggia così sul lago. Io dico che l'avevo già vista arrivando con l'aereo. Che è tutta artificiale. Che hanno portato quintali di sabbia per farla. Però è bella. La sabbia è fine e ci si riposerebbe volentieri. Ma io non voglio incontrare colleghi e chiedo di andare altrove.
Anche se la spiaggia è così bella che sembra il mare.

25 giugno, 2008

Senza parole (ma solo amore)

Ho guardato dentro una bugia
e ho capito che è una malattia
dalla quale non si può guarire mai
e ho cercato di convincermi
... che tu non ce l'hai.

E ho guardato dentro casa tua
e ho capito che era una follia
avere pensato che fossi soltanto mia
e ho cercato di dimenticare
di non guardare.

E ho guardato la televisione
e mi è venuta come l'impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu...
... che tu mi rubi l'amore
ma poi ho camminato tanto e fuori
c'era un gran rumore...
che non ho più pensato a tutte queste cose.

E ho guardato dentro un'emozione
e ci ho visto dentro tanto amore
che ho capito perché non si comanda al cuore.

E va bene così...
senza parole... senza parole...
E va bene così, senza parole
E va bene così, senza parole...
E va bene così...

E guardando la televisione
mi è venuta come l'impressione
che mi stessero rubando il tempo e che tu...
che tu mi rubi l'amore
poi ho camminato tanto e fuori
c'era un grande sole
che non ho più pensato a tutte queste cose...

E va bene così...
senza parole... senza parole...
E va bene così, senza parole
E va bene così, senza parole

(Vasco Rossi)

24 giugno, 2008

What Your Feet Say About You

Ringrazio
La Cage Aux Folles per ispirarmi con questi ameni tests ...





What Your Feet Say About You:



You are more expressive than most people. You let everyone know how you're feeling - the good, the bad, and the ugly.



You are a very passionate person. You are highly charged and easily inspired.



You are an assertive person at times. You'll pull out all the stops to get what you want, if it's worth it.



You take a while to fall in love, but once you do, you stay pretty attached to your partner.



You are not afraid of anything. You are brave and courageous, even when most people would be terrified.



You are intellectual and philosophical. You are more concerned with thoughts than action.



You are very spoiled. You don't work unless you have to, and you love to be waited on.



You are not easily influenced by other people. You hold your ground and are true to your beliefs.

21 giugno, 2008

Sogno

Sono a Firenze in centro. Accompagno un amico a scuola. Deve andare a fare qualcosa. Poi decido di dare l'orale dell'esame di cui ho fatto lo scritto tanto tempo fa. Ma non ho studiato molto. Però devo provare. E' buio. Le strade sono deserte ed io cammino verso il posto dove si fa l'esame.
Arrivo. C'e' un cartello con scritto Esame nell'aula 19 tezo piano. Salgo le scale di questo fatiscente edificio fino al terzo piano. E' completamente vuoto. Le aule sono ditrutte e piene di calcinacci. Io sono rassegnata. Ho aspettato troppo. Ho fatto tardi. Ed ora non posso più fare l'esame. Un signore da una delle aule mi dice. La diciannove è al secondo piano. Questo è dismesso.
Scendo al secondo piano l'aula diciannove è grandissima. C'e' un sacco di gente. Chi suona il pianoforte. Chi canta. Chi gioca col computer. Da una parte vicino alla grande finestra a vetro che copre tutta la parete c'e' un uomo con la barba e intorno un bel po' di persone. Ora fuori è giorno e il sole illumina bene tutta questa stanza.
Il professore mi dice. Vieni S... siediti. Vieni a fare l'esame. Ti aspettavo. Lo so che non ti sei iscritt* ma ho ancora il tuo scritto e se vuoi venire tra un anno per me va bene. Lo so che hai difficoltà. Non ci sono problemi. Siaditi ora.
Una studentessa antipatica mi chiede due o tre cose e io mi rendo conto di non sapere proprio niente. Anzi comincio a rendermi conto di non avere MAI aperto il libro che dovevo studiare e che ho dentro il mio zainetto nero. A disagio mi alzo per andare via.
Il professore mi ferma. Non andare dice. Lo so che non sai rispondere a tutte le domande. E so anche che non hai aperto mai questo libro (e me ne porge uno uguale al mio) mettiti qui e leggilo ora mentre interrogo gli altri. Non ti preoccupare. Anche se non sai rispondere a nessuna delle domande che ti farò tu l'esame lo passerai lo stesso. Perchè nello scritto hai messo tanto. Hai messo molto più di quello che era richiesto. Non si puo' rispondere a tutte le domande. Nessuno lo può.
Mi porta davanti ad un poster in rilievo. C'e' un grandissimo castello in pietra che sta sul mare. E solra un grande cielo azzurro. Guarda qui. Dice vedi c'e' questa acquila che vola leggera. Ma se guaardi vicino a lei e sono amici si sono tanti animali diversi, la giraffa, l'elefante, il gufo, il coniglio .. vedi.. sono tutti lì e anche se non tutti possono volare come l'acquila sono contenti lo stesso di stare insieme. e quadrda qua quest'uomo che nuota in questa piscina da solo. Voleva volare, ma non poteva allora con le sue mani ha scavato questa profondissima piscina e ora vola nell'acqua, perchè nuotare è come volare. Nell'acqua anzichè nell'aria. Prima era da solo. Me ora vedi c'e' quell'aereo rosso che vola sempre sopra di lui e ogni tanto qualche passeggero ha voglia di un tuffo. Così non è più da solo.
Rimani e leggi il libro. L'esame è già passato solo per il fatto di essere venut* qui oggi. Fino al terzo piano. E poi qui. Senza aver studiato. Stai e leggi. Poi non importa quello che rispondi o non sai rispondere. Poi mi aiuti a scegliere un bagnino per questa piscina. In palestra ci sono tanti ragazzi che lo vorrebbero fare. Tu come lo sceglieresti? Io rispondo alto. Perchè la piscina è profonda. E lui non importa che sia alto. Basta che sappia nuotare bene.
Io mi siedo e comincio a leggere il libro.

16 giugno, 2008

Sogno

Sono al lavoro. F mi chiede di fornigli i numeri ESATTI di cui è composto l'uragano. Il mio uragano.
E' fuori dalla finestra. E' una colonna vorticosa altissima ma stretta di vento grigio. Una colonna grigia a fianco del palazzo dove sto.
Lo guardo dalla finestra. E' ad appena 50 centimetri dal palazzo e se si avvicinasse il palazzo crollerebbe.
Lo guardo e dico che non potrò mai trovare tutti i numeri precisi. Non posso. Forse un calcolo di probabilità, ma i numeri precisi no.

13 giugno, 2008

Sogno

Mi alzo dal letto la mattina. Come tutte le mattine. Vado in bagno mi guardo allo specchio e il mio volto è trasformato... dalla parte sinistra c'e' una foltissima barba nera che arriva fino a sotto il mento. Poi da li parte una barba stranissima con coppie di peli linghissimi che sembrano gambi di coppie di ciliege, molto radoi ma molto evidenti.
E' terribile.
Devo fare qualcosa. Mi dico che ho sbagliato. Ho sbagliato. Dovevo fare le cose in maniera uniforme. Ho davvero sbagliato. Prendo il tagliacapelli. Tolgo tutte le misure e mi appresto a radere tutto. Anche se la parte a gambo di ciliegia mi sembra difficile da togliere.
Meno male che mi sono svegliat*

12 giugno, 2008

Sogno

Sono in un grande albergo. Non mi ricordo cosa debba fare. Devo andare a pranzo con altre persone, ma non ne ho voglia. Passo dal ristorante dove si dovrebbe mangiare. Ma non mi piace. Non ne ho proprio voglia di enrare. Entro do un occhiata e riesco subito.
Comincio a girare per scale, e corridoi. Sono fatti tutti a vetrate. E' tutto anche molto grande. Sembra di potersi perdere.
Mentre cammino incontro F. E' elegantissimo, con lo smoking nero e la camicia bianca. Siamo vicini ad un'altro ristorante. Viene musica da dentro. Sinfonia.
Lui mi prende la mano e mi fa entrare in questo ristorante. E' bellissimo. Tutti i camerieri sono elegantissimi. Ci sono lampadari di cristallo giganteschi. I tavoli sono apparecchiati in maniera eccezionale. Tutte le sedie sono bianche e ricoperte. Da una parte c'e' un'orchestra sinfonica che suona.
F. mi dice. "Mi sarebbe sempre piaciuto venire qui, a mangiare. Perchè è veramente tutto magico. Soprattutto per quell'orchestra laggiù."
Io lo ascolto in silenzio e lui continua a dire che spesso entra dalla porta per ascoltare un po' di quell'orchestra ma poi non ha mai avuto la posibilità di mettersi davvero a tavola, preferendo alla fine andare in posti meno sfarzosi e più economici.
Io vorrei ribattere che se proprio gli piacerebbe non vedo l'impedimento a mettersi a tavola. Tanto che, solo pochissimi tavoli sono occupati. Ma poi non dico niente. Mentre vorrei offrigliela uio una cena come sogna. E continuo ad ascoltarlo mentre continua a dire quanto gli piace l'orchestra e quanto gli piacerebbe mangiare in questo ristorante.
E sembra davvero tutto magico.

08 giugno, 2008

What Color Heart Do You Have?




Your Heart Is Green



Love completes you, but that doesn't mean you seek it out.

When love comes your way, you integrate it peacefully into the rest of you life.

Your flirting style: Laid back

Your lucky first date: Walking around aimlessly and talking

Your dream lover: Is both enthusiastic and calm

What you bring to relationships: Balance

What colour is your mind?




Your Mind is Purple



Of all the mind types, yours is the most idealistic.

You tend to think wild, amazing thoughts. Your dreams and fantasies are intense.

Your thoughts are creative, inventive, and without boundaries.



You tend to spend a lot of time thinking of fictional people and places - or a very different life for yourself.

20 maggio, 2008

What Gender Is Your Brain?




Your Brain is 47% Female, 53% Male



Your brain is a healthy mix of male and female

You are both sensitive and savvy

Rational and reasonable, you tend to keep level headed

But you also tend to wear your heart on your sleeve

11 maggio, 2008

Sogno

Sono in un grande albergo, con amici. Ma la vacanza è finita e dobbiamo partire. Fuori dall'albergo c'e' già pronto l'aereo per andare e una lunga fila di persone che aspettano di salire. Mi colpisce una coppia. Lui vestito di bianco, lei di nero, truccata e volgare. Lei sembra sbraitare per qualcosa.
Siamo tutti un po' dispiaciuti di partire. Perchè sappiamo che dopo sarà tutto diverso e non ci vedremo più. Per questo prendiamo tempo e cerchiamo di fare le cose molto lentamente.
Le bimbe degli amici si sono dimenticate la spazzola dei capelli in camera ed io mi offro di andare a recuperarla. Salgo su un ascensore piccolissimo, completamente chiuso, peso, opprimente. Ho paura. La loro camera è all'ultimo piano e l'ascensore prende una accelerazione esagerata. Va troppo veloce. Quando finalmente si ferma, penso che sarebbe stato meglio fare le scale.
Esco dall'ascensore e co sono camere tutte colorate, arredate in modo moderno e con tanti giorchi per bambini. Sono tutte diverse l'una dall'altra e sono così diverse da quella che ho io, tutta di legno chiaro, in stile trentino alto adige... Entro in una camera dove c'e' un televisore acceso, con un telefilm la cui trama mi prende.. e voglio sapere come finisce la storia e mi incanto.. ma poi mi viene in mente che mi aspettano e che sono scemo a guardare la televisione che di solito non la guardo mai.. quindi esco e scendo per le scale. Sono scale tutte colorate e disegnate.. ogni piano che scendo colori e motivi diversi ed io so che le camere di ogni piano seguono le scale, colori e arredamenti diversi, niente uguale a qualcos'altro. Sono bellissime queste scale che scendo e sono molto luminose. E' un albergo veramente anomalo. Quando torno giù la coppia che fuori mi aveva colpito è nella hall dell'albergo e lui mi sembra un mafioso e lei la trovo disgustosa e volgare e lei ulra che non trova il cappello bianco di lui e lui sembra che in realtà non gliene possa importare.. e l'addetta al check in dice I bagagli sono 10 kg esatti... ed io allora commento.. che fortuna aver perso il cappello sennò il peso dei bagagli avrebbe superato il massimo consentito....

07 maggio, 2008

Sogno

Sono nel deserto. Devo arrivare nella città. Sono in auto con le mie figlie. Ma l'auto in reltà è di legno e la spingo. Ad un certo punto c'e' una strada con tante persone in fila.. mi metto in coda anche io.. ma poco dopo vedo che un po' di macchine deviano, perchè la coda è ferma. Penso che probabilmente c'è una scorciatoia. Ed io non posso stare ferm* non ci riesco proprio. Allora mi butto anche io dietro ad una delle macchine che deviano. C'e' una salita tutta di sabbia. Un pezzo ce la faccio. Ma poi la salita diventa verticale. Scendo e spingo l'auto con tutte le mie forze in questa salita verticale. La sabbia non aiuta. Spingo mentre sento che potrei essere schiacciat* dall'auto. Guardo la fila in fondo. No io devo andare. Non posso tornare indietro. Con un enorme sforzo alla fine riesco a finire di spingere l'auto su questa salita verticale, arrivando in cima. Dalla fila fema mi fanno un applauso immenso, improvviso, scrosciante. Pensavano che non ce l'avrei fatta ad arrivare in cima. Sorrido. Lì c'e' una strada larga, scorrevole che arriva dritta alle mura della città. C'e' un viavai di vita di persone tutte colorate che entrano ed escono da questa città nel deserto, quasi magica nella luce di un quasi tramonto. Sto per arrivare alle porte quando incontro mia sorella. Che mi dice. Là nella fila quella che sta ferma, ci sono i nostri genitori. Vai a chiedere se hanno bisogno di aiuto. Io non ne ho voglia. Lei insiste. Io non ne ho voglia, ma comincio a sentirmi in colpa. Lei dice che sono vecchi. Io dico che sono in grado di cavarsela da soli. Lei dice che sono egoista. Io comincio a non stare bene. Vorrei andare, entrare nella città con le mie figlie, ma alla fine resto a guardare la fila che non scorre per vedere se posso fare qualcosa.

06 maggio, 2008

Sogno

Sono in una città sconosciuta. E' quasi buio. E' sera, quasi notte. Crepuscolo. C'è luce per vedere, ma tutto è in ombra. Il cielo all'orizzonte è quasi viola. Vesto con una tunica, come i romani. Senza scarpe. [IGOR.... senza scarpe.. ho perso le mie radici davvero?]
Sono con altre persone. Camminiamo per strade e vicoli. Dobbiamo trovare altre persone. Ma non so di preciso per cosa. Ridiamo e scherziamo. E' come un gioco. Ma le porte delle case sono tutte chiuse. Perchè è l'ora di cena. Ma noi dobbiamo organizzare un banchetto, ora lo so, per questo siamo a cercare altre persone. Ma alla fine non facciamo nulla. E ognuno se ne va da solo. Però è caldo. E fuori si cammina bene.