What Gender Is Your Brain?
Your Brain is 47% Female, 53% Male |
![]() Your brain is a healthy mix of male and female You are both sensitive and savvy Rational and reasonable, you tend to keep level headed But you also tend to wear your heart on your sleeve |
Ho sempre il mare davanti a me. Ho sempre il mare dentro di me. Non posso rinunciare a questo mare. Questo mare è la mia vita. Questo mare è profondo dentro e fuori. Questo mare sono io.
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Io sento Io sono
alle
23:41
Sento per Giocare con me
Sono in un grande albergo, con amici. Ma la vacanza è finita e dobbiamo partire. Fuori dall'albergo c'e' già pronto l'aereo per andare e una lunga fila di persone che aspettano di salire. Mi colpisce una coppia. Lui vestito di bianco, lei di nero, truccata e volgare. Lei sembra sbraitare per qualcosa.
Siamo tutti un po' dispiaciuti di partire. Perchè sappiamo che dopo sarà tutto diverso e non ci vedremo più. Per questo prendiamo tempo e cerchiamo di fare le cose molto lentamente.
Le bimbe degli amici si sono dimenticate la spazzola dei capelli in camera ed io mi offro di andare a recuperarla. Salgo su un ascensore piccolissimo, completamente chiuso, peso, opprimente. Ho paura. La loro camera è all'ultimo piano e l'ascensore prende una accelerazione esagerata. Va troppo veloce. Quando finalmente si ferma, penso che sarebbe stato meglio fare le scale.
Esco dall'ascensore e co sono camere tutte colorate, arredate in modo moderno e con tanti giorchi per bambini. Sono tutte diverse l'una dall'altra e sono così diverse da quella che ho io, tutta di legno chiaro, in stile trentino alto adige... Entro in una camera dove c'e' un televisore acceso, con un telefilm la cui trama mi prende.. e voglio sapere come finisce la storia e mi incanto.. ma poi mi viene in mente che mi aspettano e che sono scemo a guardare la televisione che di solito non la guardo mai.. quindi esco e scendo per le scale. Sono scale tutte colorate e disegnate.. ogni piano che scendo colori e motivi diversi ed io so che le camere di ogni piano seguono le scale, colori e arredamenti diversi, niente uguale a qualcos'altro. Sono bellissime queste scale che scendo e sono molto luminose. E' un albergo veramente anomalo. Quando torno giù la coppia che fuori mi aveva colpito è nella hall dell'albergo e lui mi sembra un mafioso e lei la trovo disgustosa e volgare e lei ulra che non trova il cappello bianco di lui e lui sembra che in realtà non gliene possa importare.. e l'addetta al check in dice I bagagli sono 10 kg esatti... ed io allora commento.. che fortuna aver perso il cappello sennò il peso dei bagagli avrebbe superato il massimo consentito....
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Io sento Io sono
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18:00
Sono nel deserto. Devo arrivare nella città. Sono in auto con le mie figlie. Ma l'auto in reltà è di legno e la spingo. Ad un certo punto c'e' una strada con tante persone in fila.. mi metto in coda anche io.. ma poco dopo vedo che un po' di macchine deviano, perchè la coda è ferma. Penso che probabilmente c'è una scorciatoia. Ed io non posso stare ferm* non ci riesco proprio. Allora mi butto anche io dietro ad una delle macchine che deviano. C'e' una salita tutta di sabbia. Un pezzo ce la faccio. Ma poi la salita diventa verticale. Scendo e spingo l'auto con tutte le mie forze in questa salita verticale. La sabbia non aiuta. Spingo mentre sento che potrei essere schiacciat* dall'auto. Guardo la fila in fondo. No io devo andare. Non posso tornare indietro. Con un enorme sforzo alla fine riesco a finire di spingere l'auto su questa salita verticale, arrivando in cima. Dalla fila fema mi fanno un applauso immenso, improvviso, scrosciante. Pensavano che non ce l'avrei fatta ad arrivare in cima. Sorrido. Lì c'e' una strada larga, scorrevole che arriva dritta alle mura della città. C'e' un viavai di vita di persone tutte colorate che entrano ed escono da questa città nel deserto, quasi magica nella luce di un quasi tramonto. Sto per arrivare alle porte quando incontro mia sorella. Che mi dice. Là nella fila quella che sta ferma, ci sono i nostri genitori. Vai a chiedere se hanno bisogno di aiuto. Io non ne ho voglia. Lei insiste. Io non ne ho voglia, ma comincio a sentirmi in colpa. Lei dice che sono vecchi. Io dico che sono in grado di cavarsela da soli. Lei dice che sono egoista. Io comincio a non stare bene. Vorrei andare, entrare nella città con le mie figlie, ma alla fine resto a guardare la fila che non scorre per vedere se posso fare qualcosa.
Sono in una città sconosciuta. E' quasi buio. E' sera, quasi notte. Crepuscolo. C'è luce per vedere, ma tutto è in ombra. Il cielo all'orizzonte è quasi viola. Vesto con una tunica, come i romani. Senza scarpe. [IGOR.... senza scarpe.. ho perso le mie radici davvero?]
Sono con altre persone. Camminiamo per strade e vicoli. Dobbiamo trovare altre persone. Ma non so di preciso per cosa. Ridiamo e scherziamo. E' come un gioco. Ma le porte delle case sono tutte chiuse. Perchè è l'ora di cena. Ma noi dobbiamo organizzare un banchetto, ora lo so, per questo siamo a cercare altre persone. Ma alla fine non facciamo nulla. E ognuno se ne va da solo. Però è caldo. E fuori si cammina bene.
Vivo su un vascello. Tutto di legno chiaro, caldo. Sta sospeso per aria. Molto in alto. Tra le stelle. C'e un gran caos nel vascello. Ma c'e' anche il mio letto per riposare. Io non faccio altro che scendere dal vascello per andare in città, dove girando per strade deserte ma piene di vetrine illuminate, lo cerco. Lo cerco per portarlo con me. Per vederlo. E poi lo trovo e lui è lui, lui è un'altro, e lui è ancora lui. E' alto e magro. Tutto vestito in pelle nera. Bello. Mi dice vai a casa, dopo arrivo, ma prima esco con gli amici.
Vado a casa sono sul vascello. Lui sulla sua moto volante mi passa vicino. Mi saluta, mi bacia, mi dice a dopo. Io guardo lui che va via. Sul letto ci sono alcuni scarafaggi. Perchè, mi chiedo, perchè quando passa vicino trovo sempre scarafaggi sul letto? Li prendo uno ad uno. Mi fanno schifo. E li getto via dal mio letto, dal vascello, giù di sotto nella città piena di luci ma vuota.
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Io sento Io sono
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03:17
Sento per Di altri ma sentiti
Cosa è normale
Cosa è equilibrio
Cosa è semplicità
Ho imparato su me stess* che il concetto di normalià non esiste.
Ognuno è diverso e lo è perchè i meccanismi che portano alla creazione del nostro essere più profondo sono come tasselli infiniti di un mosaico mutevole e sempre diverso
L'equilibrio lo si può raggiungere ed è faticoso da matenere. L'equilibrio è quel qualcosa che invece ci fa sopportare tutte le oscillazioni del nostro io, riportandoci alla fine sempre in piedi.
L'equilibrio l'avevo. Tantissimo, quando avevo usato l'attack della razionalità per impedire anche quelle oscillazioni necessarie. Niente muoveva me. Niente. Ma era equilibrio apparente. Appena due occhi hanno corroso quell'attack, è andato un po' perso. Andato. Le oscillazioni sono diventate pericolosissime. Ma ancora esisto e tento di vivere tra il mio dentro e il mio fuori. Sono qui. Affrontando i miei insormontabili problemi ogni giorno. E perdendo ogni giorno.
La semplicità invece proprio non esiste. Non per me..... Se fosse tutto semplice, sarebbe noioso.
Ed è quella non semplicità che rende tutto interessante.
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Io sento Io sono
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02:52
Sento per Io evanescente
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Io sento Io sono
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22:03
Sento per Giocare con me

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Io sento Io sono
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07:39
sto impazzendo
i pensieri
fanno paura
l'anima urla dentro di me
nel silenzio assoluto
imposto da Dio
faccio finta di non sentire
e la mente studia
strategie di fine
ho solo paura
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Io sento Io sono
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22:19

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Io sento Io sono
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00:33
Sento per Di altri ma sentiti, io distrutto, Io evanescente
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Io sento Io sono
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00:13
Il vero amore è come una finestra illuminata in una notte buia.
Il vero amore è una quiete accesa.
Giuseppe Ungaretti
La quiete che mi sfugge via lontano da te, che mi rende insidioso ogni momento che vivo con te dentro ma te lontano, è la stessa quiete che mi accende la vita di colori. Quando ci sei. E l'amore che vorrei dire in ogni sottoriga bianca è palese a me. E' evidente. Non è un inganno dell'anima, ma una finestra che si è improvvisamente illluminata lanciando luce tutto intorno, nella mia notte buia.
E ti leggo, e ti guardo e ti sento. E ti voglio. E ti amo.
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Io sento Io sono
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10:36
E' mattina presto.
Sono in un prato, sotto un grande albero.
C'e' un tavolo di legno ed una panca. Con me c'e' la persona che amo. In accappatoio. Le bambine giocano felici nel prato.
Dobbiamo fare colazione. -Ti sei ricordato di portare tutto?- Dice .
-Si- e tiro fuori non so da dove, come se mi nascessero le cose dalle mani latte caffè, tazze, biscotti. Li metto sul tavolo. Io non ho niente addosso.
Verso il latte e il caffè nelle tazze. Dice -Ma qualcosa potevi anche metterti.. - -Non ho niente dico io, è così che sono -
Siamo sereni. Beviamo il latte. Poi mi avvicino. E comincio ad accarezzare quel volto e dargli un sacco di baci, e tutto è come dovrebbe essere. Il sole si fa più caldo. E il posto è bellissimo con le urla dei giochi delle bambine.
Sono in macchina sto guidando. Ma ad occhi chiusi.
Non riesco proprio ad aprirli e mi rendo conto che se non li apro alla fine mi schianterò contro qualcosa. Ma continuo ad andare sforzandomi con tutt* me stess* di aprire gli occhi.
Alla fine ci riesco. Li apro e vedo, sfuocato ma vedo, proprio mentre passo davanti ad una pattuglia della polizia, e penso che mi è andata bene. Mi potevano arrestare se mi avessero visto guidare ad occhi chiusi. Meno male sono riuscit* ad aprirli.
Poi mi accorgo che sono vestit* con una specie di gonna una via di mezzo tra una gonna e dei pantaloni, ma non una gonna pantalone, un'altra cosa. E degli stivali. E penso che gli stivali sono belli. Ma mi vergogno a scendere di macchina perchè ho paura che pensino che sono quello che non sono.
1 - Sono in un giardino di una casa. Sono seduto un su gabinetto da campeggio. E tutti mi guardano. Io so che non dovrei essere lì, ma non ho pensato che nella casa forse c'era un bagno più comodo. Ma non mi curo troppo degli altri. L'aria è serena e il sole sta calando. Poi improvvisamente diventa notte. Ed io devo scappare. Non so perchè ma tutti corrono ed anche io devo correre. Ma per scappare prima devo mangiare i miei escrementi. Lo faccio. Con disgusto, ma come cosa necessaria e poi scappo con gli altri sentendomi sempre questa cosa in bocca. Che però era necessario fare. E so che dopo andrà tutto bene.
2- Sono in un deserto. Pieno di strade diritte. Pieno di fiumi piccoli rigagnoli. C'e' una gara di corsa in queste strade. Ma io non riesco mai a partire perchè appena provo mi sembra di aver sbagliato strada e che forse dovevo prendere l'altra. E quindi torno alla partenza facendo sempre incavolare i giudici di gara. Che però sono gentilissimi. Sono fermi nell'indicarmi di nuovo la strada, ma gentili. E di nuovo quando vado sulla strada non mi torna qualcosa e torno indietro. Intanto si fa buio. La gara finisce ed io sono sempre davanti a queste strade che non riesco a percorrere.
E’ l’amore che è essenziale.
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.
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Io sento Io sono
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07:38
Sento per Di altri ma sentiti
Come il sole all'improvviso.
(TU)
Nel mondo
Io camminerò
Tanto che poi
I piedi mi faranno male
Io camminerò
Un'altra volta...
E a tutti
Io domanderò
Finché risposte
Non ce ne saranno più
Io domanderò
Un'altra volta...
Amerò in modo che il mio cuore
Mi farà tanto male che
Male che come il sole all'improvviso
Scoppierà, scoppierà.
Pour marcher
Hours de tes traces
Pour t'oublier
Entre le feu et la glace
Je laisserai les larmes
De celui qui passe
J'emporte au loin
La flamme d'un seul jour
J'emporte au loin
Le fleuve sans retour
Et une terre brulee qui reste
Sous mes pas
Oublie-moi, Oublie-moi!
Tanto che come il sole all'improvviso
Scoppierà, scoppierà...
Pour marcher
Hours de tes traces
Pour te laisser
Les larmes de celui qui passe
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello