11 febbraio, 2007

L'uomo bicentenario


Avete mai letto il racconto di Isaac Asimov, L'uomo bicentenario? E' molto molto interessante. Parla di un robot. Un robot casalingo che dovrebbe fare da maggiordomo. Solo che questo robot ha un DIFETTO di fabbricazione. E' un artista, produce proprie creazioni e ha dei sentimenti. Inconcepibili per un cervello positronico come il suo.
I costruttori vorrebbero sostituirlo con uno standard, ma la famiglia che lo acquistato si oppone, perche in un certo senso gli si è affezionata. Da questo non lunghissimo racconto ne è stato tratto un film, un film con Robin Williams nella parte del robot. Un film in cui rispetto al racconto originale è stato aggiunta una parte sentimental-romantica che poteva essere evitata.
Comunque il robot, cerca di comprendere la sua diversità. Diventa ricchissimo con le sue creazioni artistiche e ad un certo punto si 'compra' la libertà, un po' come facevano alcuni schiavi nell'antica Roma. Pero rimane sempre nella famiglia che l'ha accolto, sentendosi però diverso anche tutti lo trattano da pari. Piano piano modifica il suo fuori, da metallico a tipo di silicone e quando cammina per le strade nessuno è più in grado di distinguerlo da un uomo. Ma ancora non gli basta. I suoi familiari invecchiano e lui no. Allora intraprende un viaggio come di ricerca. La ricerca di se stesso di sentirsi riconosciuto per come internamente si sente di essere, un uomo come gli altri. Viaggia anni e anni alla ricerca di un robot come lui, per trovare qualcuno che lo comprenda, ma tutti i robot che incontra sono non difettosi e fanno solo quello per cui sono stati progettati, senza sviature, senza fantasia, senza pensieri, senza sentimenti. Anni e anni di ricerca in tutto il mondo. Richieste di essere riconosciuto come uomo rivolte a qualche tribunale intergalattico, ma sempre respinte. Alla fine decide che deve diventare mortale ed invecchiare. Si fa sostituire i circuiti ad energia con un sistema per produrre energia dagli alimenti come per tutti gli UOMINI VERI. Impara a gestire i propri sentimenti e le proprie debolezze, fiero di averne. E alla fine all'età di 200 anni, quando ormai è diventato un vecchio che ha lottato tutta la vita per quello in cui credeva, arriva il giorno in cui viene riconosciuto come UOMO da tutto il sistema galattico.
A costo della propria vita.

10 febbraio, 2007

"Difettosi 2"

E se nessuno nota i fiori? Anzi se vengono scambiati per erbaccia e ti dicono che devono essere rimossi? E se la vecchietta non avesse notato i fiori neanche se spuntavano da soli? E se quei fiori fossero nati esclusivamente per chi però nota solo la crepa nel vaso?
Allora? Forse sarebbe dovuto essere riparato o più facilmente come avviene spesso oggi buttato via e sostituito con uno "non difettoso".

"Difettosi"

Un'anziana donna cinese aveva due grandi vasi, ciascuno sospeso all'estremità di un palo che lei portava sulle spalle.
Uno dei vasi aveva una crepa, mentre l'altro era perfetto, ed era sempre pieno d'acqua alla fine della lunga camminata dal ruscello a casa, mentre quello crepato arrivava mezzo vuoto.

Per due anni interi andò avanti così, con la donna che portava a casa solo un vaso e mezzo d'acqua. Naturalmente, il vaso perfetto era orgoglioso dei propri risultati mentre il povero vaso crepato si vergognava del proprio difetto, ed era avvilito di saper fare solo la metà di ciò per cui era stato fatto.

Dopo due anni che si rendeva conto del proprio amaro fallimento, un giorno parlò alla donna lungo il cammino: "Mi vergogno di me stesso, perchè questa crepa nel mio fianco fa sì che l'acqua fuoriesca lungo tutta la strada verso la vostra casa".

La vecchia sorrise: "Ti sei accorto che ci sono dei fiori dalla tua parte del sentiero, ma non dalla parte dell'altro vaso? E' perchè io ho sempre saputo del tuo difetto, perciò ho piantato semi di fiori dal tuo lato del sentiero ed ogni giorno, mentre tornavamo, tu li innaffiavi.
Per due anni ho potuto raccogliere quei bei fiori per decorare la tavola. Se tu non fossi stato come sei, non avrei avuto quelle bellezze per ingentilire la casa".

Ognuno di noi ha il proprio specifico difetto. Ma sono la crepa e il difetto che ognuno ha a far sì che la nostra convivenza sia interessante e gratificante.
Bisogna prendere ciascuno per quello che è e vedere ciò che c'è di buono in lui.


Perciò , miei "difettosi" amici, buona giornata e ricordatevi di annusare i fiori dal vostro lato del sentiero e inviate questo scritto a qualcuno dei vostri "difettosi" amici, e non dimenticate il "difettoso" che l'ha mandato a voi.



Cercherò di ricordarlo ...

Grazie a Post Human ... :-)

09 febbraio, 2007

La morte del Papa

Ho finito di leggere questo libro, che ho trovato piuttosto deludentemente fantascentifico, nel senso di esagerato, come certi film di azione.
Non si capisce mai, in questo libro, dove comincia la finzione e finisce un certo tipo di verità, salvo nelle esagerazioni di cui parlavo prima che ne fanno la parte sicuramente più terribile da leggere.
Però in tutto questo ho trovato una parte, attribuita dall'autore a Papa Luciani che mi ha colpito.

Che mondo sarebbe se fosse vero e se il Papa avesse potuto vivere più di 33 giorni nel suo ruolo?

Nella complessità dei tempi moderni, c'è una formula che può condurci cerso la strada del bene, dell'amore e del Signore, una strada che vorremmo percorrere ininterrottamente ma che non abbiamo intrapreso, pur sostenendo di averlo fatto: Cosa farebbe Gesù Cristo? Questo interrogativo semplice risponde a tutte le nostre domande. Cosa farebbe Gesù Cristo?

Controllo artificiale delle nascite? La vita è allegria e un figlio è allegria solo se è desiderato. Perché trasformare in un fardello quello che è un dono divino?

Interruzione volontaria della gravidanza? A che serve partorire un figlio indesiderato, se viene al mondo solo per soffrire?

Relazioni omosessuali? Non giudicherai.

Celibato dei preti? Gesù Cristo non ha amato una prostituta?

Sacerdozio femminile? Siamo tutti uguali agli occhi del Signore

E' dovere della Chiesa dedicarsi ai suoi fedeli e condividere con loro la Parola del Signore, aiutando i più bisognosi senza fare distinzioni di credo o di razza. Realizzare un avvicinamento alle altre religioni senza giudicare i loro valori o le loro credenze ma fraternizzandoe condividendo la loro saggezza e il loro amore. Non è forse un sogno del Cielo che un cristiano possa pregare il suo dio in una moschea e il mussulmano in una chiesa?
Senza censure nè condanne.

PERCHE' IL CIELO PUO' E DEVE COMINCIARE IN TERRA

E tutto l'amore che ho dentro di me lo dimostra e vorrebbe essere solo accolto, in qualsiasi posto con qualsiasi fuori.

Sogno

Ho due numeri identificativi, ma nessuno riesce a trovarmi in nessuna lista in nessun documento .. mi guardano ... guardano i fogli... non ci sono nè in un modo nè nell'altro, mi dispiace .. dicono .. ma non paiono davvero dispiaciuti , .. mi dispiace ma lei (mi danno del lei) lei non non c'e' non esiste.
Non la troviamo, non c'è, non esiste.
Lei non esiste. Non insista, dobbiamo lavorare.
Abbiamo perso anche troppo tempo.
La smetta di pretendere e di chiedere. Non c'e' e non ci sarà.

Come si puo' stare bene dopo un sogno così?

Io sento, ma probabilmente non sono davvero.

07 febbraio, 2007

Immagina

.............................
Immagina, tuo padre quante cose ancora

aveva da capire lui
come poteva insegnarle a te ?

Immagina, quando sognavi timido
nei pomeriggi da inventare
di nebbia e di rivincite
Immagina, quei giorni che hai dato tutto
e che nessuno lo ha capito
e ti sei sciolto in lacrime
Immagina, se sangue fosse fragola
se rabbia fosse una carezza
se odio fosse bacio in bocca
Non perdere di quel ragazzo non perdere
la bella parte di vivere
e quindi mettici l'anima e vivila e vivila.

(Biagio Antonacci)


Immagina se si potesse far corrispondere il dentro al fuori o se potessi (ri)trovare un equilibrio.
Sento, sento troppo dentro di me per te. Sono, sono non so cosa e perchè. Sei, sei tutto. Non scappare da questo, non mordo (vorrei mordicchiare), non voglio fare del male (a nessuno ne' a me ne' a te), voglio solo non perdere tutto per decisioni altrui.


05 febbraio, 2007

Soltanto io

Solo io posso sentire quello che mi fa male, quello che mi distrugge e quello che mi dà vita e quello che me la toglie.
Nessuno che non mi conosca veramente (e non mi conosco neanche io) può permettersi di giudicare questo, il mio bene o il mio male.
La razionalità non va mai usata al posto del proprio sentire dentro.
Farlo provoca danni incommensurabili.
Questo lo dice il mio psichiatra che spero sia un minimo competente nel suo lavoro.
Io credo in quello che sento dentro.
Se non ci credessi, di me non rimarrebbe niente di niente.

02 febbraio, 2007

Chi è chi non è

Da te per altri

Tutto scorre,
tutto passa davanti,
tutto procede,
tutto cambia

ma tutto resta lo stesso immutabile.

La fiamma muta forma ma è sempre fiamma,
il ruscello rimane scorrendo esso stesso
sempre uguale, sempre diverso.

Cambia la forma e cambia la sostanza
cambiano le relazioni e i rapporti
e tutto resta in equilibrio
Vita nuova e morte si alternano
e il mondo è sempre uguale,
tutto rimane e tutto è diverso.

Equilibrio e Tensione
Ricerca e Riposo
Ombra e Luce
Gioia e Dolore
niente si ferma e tutto resta uguale
eterno scambio, eterno bilanciare

È Logos il padre di tutto?
O Polemos guerra dei contrari?
O Eros attrazione degli opposti?

È la Vita che riconosci dentro e fuori di te.
È l'Amore che tieni dentro e mandi fuori e accogli e ricevi.

È dialogo, è pensiero, è poesia, è ira
è Affermazione, è Scioglimento.

Potranno mai conciliarsi i miei destini
piantati su binari così diversi?
O devono scambiarsi in un continuo,
spirale elicoidale,
Una Sintesi è necessaria
Una Sintesi anelo.
Un pomeriggio passato nel bosco tutti insieme,
Una serata nel tepore delle tue braccia.
Una lacrima sfuggita di nascosto ai tuoi occhi.
Un urlo represso di non essere lì con te.

31 gennaio, 2007

Silenzio

Senza
Sonno

Stanotte

Studio
Strategie

Schiena
Sotto
Schiena
Sopra
Scomod*
Sedut*
Scomodissim*
Sdraiat*
Scrivo

Soffitto
Sveglia

Secondi
Scorrono
Severi

Soffitto
Sveglia

Soffitto

Sete
Scendo
Salgo
Senza
Sonno

Silenzio

Sentirsi
Sospesi

Sentirsi
Sogno
Senza
Speranza

Sentimenti
Sentimenti
Sentimenti

Soffitto
Sveglia
Soffitto

Sento
Sono

30 gennaio, 2007

Mi manchi

Non importa sottolineare tutti i giorni che non ci sarai... me li ricordo benissimo perchè non mi so gestire il vuoto enorme, incolmabile che mi causano dentro e fuori.
E mi viene il panico. Panico incomprensibile.
Basta il fine settimana.... figuriamoci un numero superiore a 3 giorni ..
Se poi aggiungo tutte le parole sentite e lette un paio di settimane fa ..

Mea culpa

29 gennaio, 2007

Lacrime a 90 Eu/h

Oggi ho portato l'anima un po' a piangere ... lo sapevo che avrei pianto. Non volevo all'inizio, volevo vincere io e farmi vedere forte senza lacrime. Entrando e togliendomi il giubbotto ho commentato l'arredamento del nuovo studio, come se fossimo vecchie conoscenze che si rivedono al di là del rapporto medico (lui) paziente (io... ma anche lui molto paziente a sopportare ...). Poi con una mossa astuta gli ho chiesto di lui e allora ha cominciato a parlare dei cambiamenti della sua vita ed io me ne stavo tranquillamente sulla comoda poltrona nera ad ascoltare, ogni tanto vagando nel mio altrove impossibile con la mente...
Poi improvvisamente lui si è fermato .. parliamo di lei invece .. come sta? Mi da del lei. Mi rispetta e rispetta davvero quello che sento, ci crede veramente nei miei sentimenti non li maltratta mai me li mostra come una porta aperta dentro di me, come un paradiso che fino a un po' di tempo fa io non conoscevo, come un qualcosa che prima o poi doveva accadere e mi dice che questa porta aperta non la potrò richiudere perchè ci sono dentro completamente...
Comunque io, ancora senza lascrime, racconto di come mi sento dentro e come questo contrasti con il fuori e racconto la mia infanzia, diversa, la mia adolescenza, stravagante, il mio matrimonio, assurdo, la mia forza sovrumana, il mio crollo non voluto inaspettato, rifiutato.
E poi ho detto il nome del mio disturbo e poi ho continuato mi vede?, mi vede come sono? Le sembro normale? Non lo sono. Lui mi vede e lo può dire. Ero la convinzione fatta persona. Ma lui con una calma terrificante ha portato controesempi su controesempi ha fatto domande insidiose, ha quasi, ma non c'e' riuscito del tutto, smontato la mia teoria. E poi c'e' arrivato, me l'ha fatto dire del perchè sento questa ineguatezza del fuori, del dentro, questo caos senza fine. Me l'ha tirato fuori insieme a tutte le lacrime che fino a quel momento avevo evitato di versare ... E' perchè avrei forse una piccola possibilità... Alla fine si torna sempre lì ho aggiunto prima che lo dicesse lui.
Poi volevo raccontagli la mia bravata di stamani, così la vedevo stasera, ma alla fine ho pensato che fosse meglio evitare... Ma non ho finito di pensare che sono arrivate le domande... Tantissime
Domande su domande su questa anima che ha inondato la mia e che mi ha spalancato queste porte dei sentimenti più veri. E mi ha chiesto come è, come la penso, cosa sogno quando la sogno e le mie lacrime non finivano più e ancora cos'a' che mi fa soffrire di più...
Cosa? E allora indietro all'inizio, l'inadeguatezza del mio fuori e lui ancora ma cosa in realtà cosa? E io a piangere ancora e ancora.
Alla fine gliel'ho detto.
Ha vinto lui.


Vuoto

Dopo una domenica vuota io mi sentivo dentro un vuoto totale dentro per questo mio essere non essere questo ridicolo scherzo che la natura mi ha fatto. Tanti amici, quelli del mare, tanti bambini a giocare felici mentre noi grandi parlavamo, ma di cose leggere leggere talmente leggere da non restare nella testa più dell'istante necessario a rispondere.., mentre io mi sentivo un peso dentro da volerlo vuotare con loro, che so che non mi avrebbero preso in giro, ma forse non avrebbero neanche capito fino in fondo. E allora ho lasciato che le solite amenità su come potrei migliorare il mio look mi scivolassero addosso, senza pensarci molto, senza dare troppo peso a quello che gli altri vedono. Ma stamani stamani non ce la faccio. Ho provato a guidare ad occhi chiusi per 15 secondi. Ma non è successo nulla. Ho sentito la mia idiozia per chi mi aspetta ogni sera a casa, e al tempo stesso ho sentito che neanche Dio mi voleva. Dio non vuole una persona che fa schifo come me. Dio vuole solo le persone pure e io non so neanche cosa sono. Cosa se ne fa di me? Eppure dicono che gli angeli non hanno sesso....

27 gennaio, 2007

Transgender

Non sapevo cosa volesse dire questa parola esattamente fino a che ieri sera a cena con un caro amico è saltata fuori. Per definire ME!! Non ci potevo credere, con la sua solita calma pacatissima e imperturbabile e la sua immensa pazienza lui mi ha spiegato e mi ha rassicurato che mi capisce e poi ha detto che non importa che non cambia niente per lui. Poi ha aggiunto che non ci posso fare niente e allora perchè mi ci arrovello il cervello? E' inutile. E' un dispendio di energia inutile. Ma non ho certezza che sia questo non essere da nessuna parte esattamente o essere da entrambe le parti il che è quasi la stessa cosa. Io vorrei avere certezze, avere le convinzioni di Arnold. Io vorrei davvero. E per quanto questo amico mi possa capire mi sento comunque in un mondo privo di persone. Il vuoto costante di chi sente il diverso dagli altri. Non capito. Non accettato. Soprattutto non capito.

25 gennaio, 2007

Anni di lavoro....

Anni di lavoro racchiusi in pochi documenti ..
Anni racchiusi in diversi cd che sto masterizzando e che sembrano di una lentezza esasperante..
Anni di fatica, di stress di arrabbiature, ma anche di soddisfazioni e di tanti buoni rapporti con tante persone diverse, tanti modi di lavorare e di vedere le cose.. il mio adattamento del software alle loro modalità alle loro esigenze alle loro a volte incomprensibili e tortuose procedure, a volte il software puo' assomigliare al ritratto di chi lo usa .. e allora vedi chi si arrangia, chi vuole essere pignolo, chi non gliene frega nulla chi non ha voglia di fare nulla e quindi tu scrivi migliaia di piccoli bottoncini da cliccare e che creano il mondo, con la loro soddisfazione di avere questo unico grande lavoro da fare, oppure crei un percorso tutto particolare perchè chi lo usi si senta unico e l'unico in grado di farlo.
Oppure c'e' chi vuole migliaia di report e di stampe per vedere gli stessi dati sotto mille angolature diverse, per studiarli per studiare strategie di miglioramento.
A volte mi è capitato di ricevere sinceri ringraziamenti per il lavoro svolto.
E quando altri sono contenti di qualcosa che hai alla fine creato, inventato dal niente per rendere computerizzata una procedura fino ad allora fatta a mano allora quella è davvero pura soddisfazione che dice ... allora a qualcosa questo lavoro etereo serve, questo lavoro che vive nell'iperspazio dei bit e dei bytes questo lavoro che basta niente a distruggerlo.

Ho sempre pensato che per scrivere un buon software bisogna anche essere un po' psicologi, per questo alla fine con la scelta di questo lavoro non ho poi tradito così tanto le mie vere aspirazioni dei mei lontani 19 anni.
E ancora il cd sta masterizzando ...

Fenice (sul mare)

Mi chiedono perche sono Fenicesulmare?

La fenice muore e rinasce dalle sue ceneri (anche in Harry Potter !!!).
Io muoio (tantissime volte) ma non rinasco mai come vorrei
Ma continuo a sperarci.


Sul mare perche il mare lo si vede bello calmo e magari dentro è pieno di correnti e completamente diverso
Oppure lo si vede agitato con onde scomposte senza direzione, ma dentro tutto va nella stessa direzione ..
Il mare

Il mare (come è profondo il mare ............ diceva Lucio Dalla a ragione)

24 gennaio, 2007

Il viaggio di Arnold

Ho finito di leggere anche questo libro
Un viaggio veramente difficile, più dei mille viaggi che gli eroi di tanta letteratura avventurosa o favolistica affrontavano, più coraggioso del viaggio di Omero, più dei draghi di S. Giorgio, più dei Padri Pellegrini che andavano in America, a cercare qualcosa di meglio. Piu del viaggio al centro della terra di Julius Verne, piu dell'Isola del Tesoro di Stevenson.
Più di quello più reale e disperato che al giorno d'oggi affrontano milioni di persone per cercare un futuro migliore.

Un viaggio coraggiosissimo che investe completamente una persona nel suo essere più vero e quindi nella sua parte più fragile e vulnerabile.
Io non ho questo coraggio anche perchè mi riconosco solo in parte con il protagonista.
E apparentemente nei sentimenti veri più forti posso sembrare relativamente coerente con il mio fuori.


Grazie comunque Davide , di averlo scritto.


23 gennaio, 2007

Caos calmo

Ho finito di leggere questo libro, con tanto entusiasmo nel primo centinaio di pagine e tanta delusione nelle successive. L'idea iniziale l'ho trovata interessante ma poi il racconto si è troppo intersecato in se stesso e nelle solite nevrosi maniacali del protagonista. La cosa più interessante erano le storie accessorie dei diversi personaggi che si affacciavano a parlare via via con il protagonista in particolare mi chiedo come mai nessuno si preoccupa seriamente di un bambino che dice solo numeri, contando progressivamente, senza portarlo a fare una qualche visita seria in diversi posti anche. E Francesca la nuova compagna del padre del suddetto bambino , che è evidentemente un incapace in tutto, che ogni tanto dice cose stranissime senza rendersene conto.
Ecco in un caso del genere la prima cosa che si fa direi è una risonanza magnetica al cervello per escludere qualsiasi cosa possa provocare tale comportamento. Ma nessuno ci pensa nè al bambino nè a Francesca che mi pare siano le uniche vere persone che soffrono in tutto il romanzo

Opinioni puramente personali.

22 gennaio, 2007

Incoraggiamento 3

Le ali di un gabbiano
sollevano le inquetitudini
del tuo mare
e ti portano al largo
verso il blu ....

Grazie a Christian un uomo con tanta forza dentro di sè.

Mare dentro mare fuori

A che serve parlare del mare dentro se poi quello che tutti vedono è il mare fuori?
A che serve parlare del mare dentro se tu guardi il fuori.
Il fuori ti è fondamentale.
Mille volte l'hai detto e l'hai raccontanto scambiando la mia impotenza per non accettazione di te. Scambiando il mio dolore per la mia mancanza di un fuori corretto per non accettazione di te.
Scambiando la mia non accettazione di questa incredibile assurdità di me per non accettazione di te. A che serve parlare se comunque il fuori è quello che è e nella situazione in cui mi trovo non posso decidere di cambiarlo a cuor leggero. Lo dico alle due persone più importanti della mia vita, lo metto come possibilità, ma hanno un rifiuto totale e comprensibile. Pazzia la definiscono e a volte piangono perchè si rendono conto che non scherzo.
Posso loro fare del male? Indubbiamente no.

Incoraggiamento 2

Tu, mare in tempesta
colma le tue risacche
e queta le tue onde.
Lascia che il plenilunio
ti rischiari e renda
argentei i tuoi riflessi

Christian Domenica 21 Gennaio

GRAZIE

Incoraggiamento

Rilassati.
Sei forte come il marmo.
Sei marea e presto l'acqua si cheterà.
E la tua acqua farà brillare il sole.

Christan Sabato 20 Gennaio

GRAZIE

19 gennaio, 2007

Parole

Esistono parole per comunicare. Parole che messe insieme a formare una frase fanno tanto male:
AMICIZIA NON E' POSSIBILE.
Esistono parole per offendere. Per dare una connotazione negativa a ciò che negativo non è.
... ... ...
Forse a volte il silenzio è più significativo di mille parole.
Siamo tutti diversi e i nostri cervelli diversi danno pesi e significati diversi a quello che si legge si sente si scrive. Forse in realtà comunicare attraverso le parole è davvero impossibile. Forse sono meglio i gesti. Per questo abbracciare è più importante che dire stai su per questo una carezza è meglio che dire ti voglio bene.
Però anche i gesti a volte vengono fraintesi.
Un abbraccio sembra un attacco.
E allora ognuno è davvero solo sul cuore della terra. Trafitto da un raggio di sole. Ed è subito sera.


18 gennaio, 2007

Che ho fatto di male?

E' tornato il buio.
Fitto.
Perchè sono qui?
Perchè sono così senza un senso logico?
Neanche Arnold nel suo viaggio mi assomiglia
Lui ha idee molto più facili da comprendere
Per tutti quelli che gli stannno intorno.
Io sono senza senso.
Senza fine.
Senza scopo.

17 gennaio, 2007

Lettera di dimissioni (dopo 17 anni)...

Dopo anni di preziosa collaborazione è giunto il momento di presentare le mie dimissioni, con dispiacere personale ma per opportunità non rifiutabili professionalmente.

Il mio rapporto di lavoro terminerà come da accordi il 31 c.m.

Rimango come da accordi a disposizione per qualsiasi vostra necessità inerente i progetti da me seguiti in questi anni.

Saluto e ringrazio tutti.


Lacrime
Lacrime
Lacrime

Lettera di Epicuro a Meneceo

Tante belle parole, alcune molto sagge. Alcune forse da prendere in considerazione
Ma in realtà trovo che manchi completamente la parte del dentro.
Cosa sentiamo VERAMENTE come si pone in questo accontentarsi e sapersi accontentare?

Sentire è molto più forte della razionalità che cerco di fare prevalere ogni giorno per sopravvivere.

Grazie comunque a Roberta che mi ha fatto riflettere.

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Meneceo,
Mai si è troppo giovani o troppo vecchi per la conoscenza della felicità. A qualsiasi età è bello occuparsi del benessere dell'animo nostro.
Chi sostiene che non è ancora giunto il momento di dedicarsi alla conoscenza di essa, o che ormai è troppo tardi, è come se andasse dicendo che non è ancora il momento di essere felice, o che ormai è passata l'età. Ecco che da giovani come da vecchi è giusto che noi ci dedichiamo a conoscere la felicità. Per sentirci sempre giovani quando saremo avanti con gli anni in virtù del grato ricordo della felicità avuta in passato, e da giovani, irrobustiti in essa, per prepararci a non temere l'avvenire.

Cerchiamo di conoscere allora le cose che fanno la felicità, perché quando essa c'è tutto abbiamo, altrimenti tutto facciamo per possederla.
Pratica e medita le cose che ti ho sempre raccomandato: sono fondamentali per una vita felice.

Prima di tutto considera l'essenza del divino materia eterna e felice, come rettamente suggerisce la nozione di divinità che ci è innata. Non attribuire alla divinità niente che sia diverso dal
sempre vivente o contrario a tutto ciò che è felice, vedi sempre in essa lo stato eterno congiunto alla felicità.
Gli dei esistono, è evidente a tutti, ma non sono come crede la gente comune, la quale è portata a tradire sempre la nozione innata che ne ha.
Perciò non è irreligioso chi rifiuta la religione popolare, ma colui che i giudizi del popolo attribuisce alladivinità. Tali giudizi, che non ascoltano le nozioni ancestrali, innate, sono opinioni false. A seconda di come si pensa che gli dei siano, possono venire da loro le più grandi sofferenze come i beni più splendidi. Ma noi sappiamo che essi sono perfettamente felici, riconoscono i loro simili, e chi non è tale lo consideranoestraneo.

Poi abituati a pensare che la morte non costituisce nulla per noi, dal momento che il godere e il soffrire sono entrambi nel sentire, e la morte altro non è che la sua assenza. L'esatta coscienza che la morte non significa nulla per noi rende godibile la mortalità della vita, senza l'inganno del tempo infinito che è indotto dal desiderio dell'immortalità.
Non esiste nulla di terribile nella vita per chi davvero sappia che nulla c'è da temere nel non vivere più. Perciò è sciocco chi sostiene di aver paura della morte, non tanto perché il suo arrivo lo farà soffrire, ma in quanto l'affligge la sua continua attesa. Ciò che una volta presente non ci turba, stoltamente atteso ci fa impazzire.
La morte, il più atroce dunque di tutti i mali, non esiste per noi.
Quando noi viviamo la morte non c'è, quando c'è lei non ci siamo noi.
Non è nulla né per i vivi né per i morti. Per i vivi non c'è, i morti non sono più. Invece la gente ora fugge la morte come il peggior male, ora la invoca come requie ai mali che vive.

Il vero saggio, come non gli dispiace vivere, così non teme di non vivere più. La vita per lui non è un male, né è un male il non vivere. Ma come dei cibi sceglie i migliori, non la quantità, così non il tempo più lungo si gode, ma il più dolce.
Chi ammonisce poi il giovane a vivere bene e il vecchio a ben morire è stolto non solo per la dolcezza che c'è sempre nella vita, anche da vecchi, ma perché una sola è la meditazione di una vita bella e di una bella morte.
Ancora peggio chi va dicendo: bello non essere mai nato, ma, nato, al più presto varcare la soglia della morte.
Se è così convinto perché non se ne va da questo mondo? Nessuno glielo vieta se è veramente il suo desiderio. Invece se lo dice così per dire fa meglio a cambiare argomento.

Ricordiamoci poi che il futuro non è del tutto nostro, ma neanche del tutto non nostro. Solo così possiamo non aspettarci che assolutamente s'avveri, né allo stesso modo disperare del contrario.
Così pure teniamo presente che per quanto riguarda i desideri, solo alcuni sono naturali, altri sono inutili, e fra i naturali solo alcuni quelli proprio necessari, altri naturali soltanto. Ma fra i necessari certi sono fondamentali per la felicità, altri per il benessere fisico, altri per la stessa vita.

Una ferma conoscenza dei desideri fa ricondurre ogni scelta o rifiuto al benessere del corpo e alla perfetta serenità dell'animo, perché questo è il compito della vita felice, a questo noi indirizziamo ogni nostra azione, al fine di allontanarci dalla sofferenza e dall'ansia.
Una volta raggiunto questo stato ogni bufera interna cessa, perché il nostro organismo vitale non è più bisognoso di alcuna cosa, altro non deve cercare per il bene dell'animo e del corpo. Infatti proviamo bisogno del piacere quando soffriamo per la mancanza di esso. Quando invece non soffriamo non ne abbiamo bisogno.

Per questo noi riteniamo il piacere principio e fine della vita felice, perché lo abbiamo riconosciuto bene primo e a noi congenito.
Ad esso ci ispiriamo per ogni atto di scelta o di rifiuto, e scegliamo ogni bene in base al sentimento del piacere e del dolore.
E' bene primario e naturale per noi, per questo non scegliamo ogni piacere. Talvolta conviene tralasciarne alcuni da cui può venirci più male che bene, e giudicare alcune sofferenze preferibili ai piaceri stessi se un piacere più grande possiamo provare dopo averle sopportate a lungo.
Ogni piacere dunque è bene per sua intima natura, ma noi non li scegliamo tutti. Allo stesso modo ogni dolore è male, ma non tutti sono sempre da fuggire. Bisogna giudicare gli uni e gli altri in base alla considerazione degli utili e dei danni. Certe volte sperimentiamo che il bene si rivela per noi un male, invece il male un bene.

Consideriamo inoltre una gran cosa l'indipendenza dai bisogni non perché sempre ci si debba accontentare del poco, ma per godere anche di questo poco se ci capita di non avere molto, convinti come siamo che l'abbondanza si gode con più dolcezza se meno da essa dipendiamo.
In fondo ciò che veramente serve non è difficile a trovarsi, l'inutile è difficile. I sapori semplici danno lo stesso piacere dei più raffinati, l'acqua e un pezzo di pane fanno il piacere più pieno a chi ne manca.
Saper vivere di poco non solo porta salute e ci fa privi d'apprensione verso i bisogni della vita ma anche, quando ad intervalli ci capita di menare un'esistenza ricca, ci fa apprezzare meglio questa condizione e indifferenti verso gli scherzi della sorte.

Quando dunque diciamo che il bene è il piacere, non intendiamo il semplice piacere dei goderecci, come credono coloro che ignorano il nostro pensiero, o lo avversano, o lo interpretano male, ma quanto aiuta il corpo a non soffrire e l'animo a essere sereno.

Perché non sono di per sè stessi i banchetti, le feste, il godersi fanciulli e donne, i buoni pesci e tutto quanto può offrire una ricca tavola che fanno la dolcezza della vita felice, ma il lucido esame delle cause di ogni scelta o rifiuto, al fine di respingere i falsi condizionamenti che sono per l'animo causa di immensa sofferenza.
Di tutto questo, principio e bene supremo è l'intelligenza delle cose, perciò tale genere di intelligenza è anche più apprezzabile della stessa filosofia, è madre di tutte le altre virtù. Essa ci aiuta a comprendere che non si dà vita felice senza che sia intelligente, bella e giusta, né vita intelligente, bella e giusta priva di felicità, perché le virtù sono connaturate alla felicità e da questa inseparabili.

Chi suscita più ammirazione di colui che ha un'opinione corretta e reverente riguardo agli dei, nessun timore della morte, chiara coscienza del senso della natura, che tutti i beni che realmente servono sono facilmente procacciabili, che i mali se affliggono duramente affliggono per poco, altrimenti se lo fanno a lungo vuol dire che si possono sopportare ?
Questo genere d'uomo sa anche che è vana opinione credere il fato padrone di tutto, come fanno alcuni, perché le cose accadono o per necessità, o per arbitrio della fortuna, o per arbitrio nostro. La necessità è irresponsabile, la fortuna instabile, invece il nostro arbitrio è libero, per questo può meritarsi biasimo o lode.
Piuttosto che essere schiavi del destino dei fisici, era meglio allora credere ai racconti degli dei, che almeno offrono la speranza di placarli con le preghiere, invece dell'atroce, inflessibile necessità.

La fortuna per il saggio non è una divinità come per la massa - la divinità non fa nulla a caso - e neppure qualcosa priva di consistenza. Non crede che essa dia agli uomini alcun bene o male determinante per la vita felice, ma sa che può offrire l'avvio a grandi beni o mali. Però è meglio essere senza fortuna ma saggi che fortunati e stolti, e nella pratica è preferibile che un bel progetto non vada in porto piuttosto che abbia successo un progetto dissennato.

Medita giorno e notte tutte queste cose e altre congeneri, con te stesso e con chi ti è simile, e mai sarai preda dell'ansia. Vivrai invece come un dio fra gli uomini.

Non sembra più nemmeno mortale l'uomo che vive fra beni immortali .

16 gennaio, 2007

Vola leggera Fenice

Vola leggera Fenice,
sul Mare che porti anche dentro,
godi dell'immensa luminosità del cielo
e dei riflessi argentati, come del suono delle onde,
Conta i numerosi esseri che lo popolano
dai spazio a tutte le sensazioni che ti arrivano.

Così, immersa fra il mare e il cielo,
sospesa fra 2 mondi che non ti appartengono
ma di cui puoi nutrirti e per godere del bello che è in loro,
cerca il tuo approdo, la tua sponda, il tuo nido
e continua a volare sfruttando le correnti d'aria
che ti fanno volteggiare più leggera
non farti trascinare
ma inarca la schiena, piega bene le ali e guardati intorno
che tutto il creato merita di essere amato.

GRAZIE ALLA MIA ANIMA PREFERITA (27/12/2006)

Silenzio

Silenzio fuori di me
Occhi che mi guardano
Mi sfiorano e vanno avanti
Non vedono niente
Non possono vedere
Tutto quello che dentro
Lotta e grida per uscire
Io amo come non mai
Ma non vale niente
Non conta niente
Il fuori è inadatto
Sempre e comunque
Le lacrime che escono
Dai miei stanchi occhi
Non riescono a lavare il dentro
Non riescono ad essere un fiume
Che trascini via tutto
Riescono sotanto a renderlo
Più pulito più netto più chiaro
E quindi più inutile.

15 gennaio, 2007

Senza titolo

Nessuno

mi pettina bene

come il vento.



Vorrei tanto avere

la placida nudità

di un uomo.

(Alda Merini)

10 gennaio, 2007

Basta un libro?

Basta davvero il libro delle risposte?
E allora se è così facile perchè pago qualcuno che mi dica che ho perso la strada (lo sapevo) che c'e' tanta confusione dentro di me (ma va?) che devo dormire (e di nuovo non dormo più) che non sono in grado di prendere decisioni (davvero? e allora perchè ci vado? chi l'ha deciso?) che devo avere pazienza (per cosa?)
In realtà la confusione c'e' per chi non può capirmi (ma chi può alla fine se non io?)
Dentro di me non c'e' nessuna confusione
Non serve un libro delle risposte
Serve quello delle domande giuste.
Le risposte le ho.
E sono in quello che sento.

08 gennaio, 2007

La tua tristezza

La tua tristezza
la tua tristezza
che percepisco
che sento
che mi avvolge
fa molto
fa molto più male della mia
a cui ho già fatto l'abitudine

02 gennaio, 2007

Sei (.. my favourites things...)

Sei nel giallo del sole
del grano e dei fiori
Sei nel nero dei miei abiti
della notte e della paura
Sei nel grigio delle nuvole
e della pioggia leggera di primavera
Sei nel verde dell'erba di un prato
delle foglie e dei tavoli da biliardo
Sei nell'arancio di un tramonto
e nel succo di un dolce frutto
Sei nel blu del mare
del cielo e delle montagne lontane
Sei nel celeste delle note che vedo
quando sento suonare il jazz
Sei nel rosso dei papaveri
del mio sangue e della passione
Sei nel bianco della luna
della neve e di una sposa
Sei nei colori di un arcobaleno
e nella tavolozza di un pittore
Sei nelle parole di un poeta
e nel pianto di una nascita
Sei nella luce di un sorriso
e negli occhi di un bambino
Sei dentro di me sei tutto
e fuori di me sei ancora tutto
Sei nella vittoria di un atleta
e sei nella rivincita di un altro
Sei nella primavera dei germogli
dei fiori e dei colori leggeri
Sei nell'estate del mare
del sole del sale e del calore
Sei nell'autunno di foglie libere
che volano via lasciando colori di pace
Sei nell'inverno di calma e di attesa
nel calore e nell'amore di una casa.
Tu sei.





Per l’anno nuovo…


Dietro ad ogni linea d’arrivo c’è una linea di partenza.

Insisti, anche se tutti

si aspettano che tu desista.

Non lasciare che si arrugginisca il ferro che è in te.

Fa’ in modo che, invece di compassione, ti portino rispetto.

Quando non puoi più correre, cammina veloce.

Quando non puoi più camminare veloce, cammina.

Quando non puoi più camminare, usa il bastone.

Però non trattenerti mai!


Madre Teresa di Calcutta
(Grazie a Mattolino)

01 gennaio, 2007

Auguri

Auguri... E un bacio.
Perche non riesco a spengere
tutto l'amore che sento
non riesco con la ragione
non riesco con le pasticche
non riesco
Auguri... E un bacio.

30 dicembre, 2006

Fine Anno

Che posso dire di questo anno agli sgoccioli? In realta sento di non poter dire niente. Non sono in grado di dare una valutazione oggettiva di quanto o cosa questo anno mi abbia portato. Dentro, fuori. Tutto cambia in un vortice di pensieri, sensazioni sentimenti. Tutto cambia ma resta uguale. E dopo un anno sono ancora qui a non sapere da che parte guardare. A chiedermi come fare, cosa fare, dove andare. Ancora nebbia. Densa nebbia che non riesco a diradare. Fuori di me. E strade infinite, lineari, impossibili, invalicabili. Dentro di me.
Addio 2006.
Non ti rimpiangerò.

29 dicembre, 2006

Nebbia

E' scesa una fitta grigia nebbia,
come i miei pensieri.
La voglia di fuggire
è una bella donna
che mi ammalia,
invitante e persuasiva
seducente e sensuale.
La voglia di seguirla
avvolge polarmente
la mia mente
magnetica
e attraente.
Qual forza
posso io opporre
ad essa
affinchè ragion non perda?
Forse sol raziocinio
e perseveranza
consapevolezza
e temperanza.

Christian Phoenix

26 dicembre, 2006

Sopravvissuti

Sopravvissuti ad ancora un Natale.
Non l'avremmo mai detto
A settembre avremmo scommesso il contrario
E invece eccoci ancora vivi
Fuori vivi
Tristi. Pieni di lacrime che dal 24 ci accompagnano,
ci accompagnano da quando siamo entrati
in quella Chiesa piena di gente con altri pensieri
piena di parole di Speranza
che alla fine rimangono lì
sospese nella luce fioca delle candele
E allora le lacrime sono cominciate
E sono continuate in una notte senza sonno
E il giorno dormiamo
Dormiamo il mio dentro e il mio fuori
Così non dobbiamo pensare
Così non dobbiamo sfidarci
In una lotta continua
Senza vincitori nè vinti
Non esiste una vittoria
Forse che siamo ancora qua
può sembrarlo per gli altri
per chi ha bisogno di noi,
ma per noi è solo una resa.
Siamo solo stanchi
Stanchi e sopravvissuti.

Maredentro Marefuori

24 dicembre, 2006

Vigilia di Natale

Ho finito il mio lavoro.
Mi ha accompagnato per mesi.
Mi ha dato non preso energia.
Perchè io ho energia: essa si genera facendo cose per chi amo.
Poi si consuma nelle notti insonni e nelle ora vuote.
E ora che ho finito come passerò il tempo
Che potrò fare per ritrovare energia?
Domani è Natale.
Ma non ti potrò abbracciare
E ancora mi chiederò
COSA SONO?
Perchè Dio mi ha chiesto di essre così?
Perchè Lui è nato e si è fatto Uomo?
Perchè?

21 dicembre, 2006

Tanti auguri

tanti auguri
e un abbraccio che non ti ho dato
che ti volevo dare
ma non ce l'ho fatta.
Tanti auguri
che tu abbia sempre
tanta pace
nel tuo cuore
e tanta serenità
nella tua anima senza fine

20 dicembre, 2006

Mi manchi

Mi manchi già prima di non vederti.
Mi manchi già prima che inizino le lunghe vacanze
Mi manchi perchè non voglio
Non voglio passare un Natale
Un Natale come lo scorso anno
Ma non ho alternative
E adesso è molto peggio
Peggio
Perchè io non sono.
E adesso lo so.

18 dicembre, 2006

Lontano lontano

A volte sei così lontano
così lontano
che mi sembra di non potercela fare
che mi sembra che tutto dentro si spezzi
che mi sembra di non poter trovarmi
mai
di avere disperso così tanto
il mio dentro
il dentro che non sai
da non poter più convivere
con il mio fuori
il mio fuori che non so

14 dicembre, 2006

Niente sonno niente sogni

niente sonno
niente sogni
ho paura ultimamente
anche dei miei sogni
l'altro ieri
in un sogno
eri senza vestiti
in circostanze sbagliate
fuori luogo
in una stanza bianca.
Ti facevi fare un tatuaggio
da un tuo amico
su tutto il corpo
il mare il sole le nuvole
bellissimo
un bellissimo tatuaggio
come un quadro.
Poi il tuo amico lo voleva fare a me
ma io no non potevo
non potevo una cosa così per sempre
avevo paura
se poi cambi idea? dicevo
se poi cambi idea quanto laser ti ci vuole?
ci pensi?
hai esagerato
io no, io non posso
non posso non riesco
non voglio
ho paura

11 dicembre, 2006

Chi sono io?

Chi sono dentro?
Chi sono fuori?
Chi sono davvero?
Cosa sono davvero?
Foto scattata a me.
Foto in cui l'anima sembra uscire
Sembra volere mostrarsi.
L'ho chiamata MeDavvero.jpg
Ma forse solo io la vedo.
La mia povera anima irriconosciuta.
Scambiata per altro
Maltrattata.
Invece che coccolata come lei vorrebbe.
Una nuova notte mi aspetta.
Vado a confondermi nei sogni.

07 dicembre, 2006

Tagli

Oggi mi sento l'anima tagliuzzata.
Perchè devo decidere di sopportare tutto questo?
Niente sembra avere un senso.
Niente
Niente
Niente
Il niente che distrugge.
Solo tagli
Niente altro

06 dicembre, 2006

Sogno

Ho un fratello più piccolo. Un bambino. Ferocissimo. Cattivissimo. Egoista. Ho terrore di lui. Vuole sempre averle vinte. Mi muovo in casa con la paura di incontrarlo. La casa è tutta blu con moquette dappertutto. Non si sente mai quando arriva. Non si sente mai se qualcuno si muove per le stanze. E' sempre buio. Nessuno accende la luce. La luce della luna illumina sinistramente le stanze. Ho mandato una mail a F. E non avrei dovuto. Ho il terrore che mio fratello lo scopra. Vorrei poter cancellare la mail. Tornare indietro. Ma è troppo tardi.
Sto male. Troppo male. Ogni tanto questo fratello lo portiamo in una specie di clinica psichiatrica dove ha degli amici.
Tipi stranissimi. Da paura a incontrarli fuori. Tutti con lo sguardo allucinato.
Ma lui è contento di avere questi amici. poi un giorno all'improvviso la sua pazzia si scatena. C'e' la sua mamma in una specie di gabbia. Non ho certezza che sia anche la mia. Io guardo la scena dall'alto, dal piano di sopra. Si vede come da un ballatoio che dà su una grande sala. E' la clinica ma è la casa. In un continuo scambiare di posti e di luoghi.
Lui si avventa sulla mamma. E poi buio. Non vedo niente più nulla. Fino a che all'improvviso la scena è di nuovo visibile.
Lui è da una parte tutto insanguinato. Rannicchiato sotto una sedia. La sua mamma sta bene. Non riesco a capire cosa possa essere successo.
Lui ha ucciso qualcuno.
Il padre. Poi improvvisamente i ruoli si scambiano. Lui è il padre (bambino) che ha ucciso il figlio (sempre bambino). Gli ha chiesto di aprire le braccia come per offrigli un abbraccio e poi l'ha pugnalato al cuore. Glielo ha richiesto e di nuovo la ripugnalato. In una richiesta di un gesto d'amore un tradimento così violento. Ripetuto per una volta e un'altra e ancora e ancora.
L'ucciso, di legno come pinocchio giace da una parte. Un burattino e basta. Non so più se è morto il padre o il figlio. Ma lui è mio fratello.
Poi di nuovo sono nella casa con la moquette blu e la luce della luna. Di nuovo il terrore continuo. Di nuovo l'angoscia della mail.
Poi la sua mamma decide di portarlo alla clinica psichiatrica e di lasciarlo lì per sempre. Troppo pericoloso. Quando lo portiamo lì, lui è improvvisamente cresciuto. E' vestitoi elegante è ha il corpo e il volto di Brad Pitt.
E' bellissimo. Sembra buono.
Ma fa paura lo stesso.
Lo lasciamo lì seduto su un divano. Lo sguardo smarrito. Scappiamo. Senza dirglielo.
Poi andiamo non so dove. Siamo in un paesino di montagna. Andiamo come a una festa. Ma io penso alla mail che devo cancellare.
E penso che sulla strada del ritorno lui ci aspetterà nel buio per ucciderci.
Perchè lo faranno uscire dalla clinica, perchè non l'abbiamo detto a nessuno che lo lasciavamo lì. Quindi penseranno che è passato a trovare gli amici come altre volte e quando vorrà lo faranno uscire.
E lui aspetterà sulla strada del ritorno di nuovo bambino di nuovo feroce. Per uccidermi.
Questa volta non ce la farò. Penso poi che invece potrei tentare di distrarlo, c'e' un negozio sulla strada del ritorno. Potrei fare finta di niente, che non l'abbiamo lasciato alla clinica, potrei proporgli di regalagli quel paio di stivali che gli piacevano tanto. Magari si dimentica di uccidermi almeno lì per lì.
Ma non so se funzionerà.
Ho paura e non so che fare. E mi vedo sempre l'omicidio nell'abbraccio.
Sto male e ancora sono fuori al buio. E ancora sono in casa con la moquette blu. E ancora lui che esce dal mare per venirmi a uccidere e ancora lui che è solo un bambino e forse ha più paura di me, merita compassione ma terrorizza.
E ancora e ancora in un ripetersi delle stesse scene e delle stesse paure. Lui che aspetta nel buio. Lui che esce dall'acqua, lui che cammina felpato, lui che vuole uccidere. Lui che è il padre, lui che è il figlio. La mail. E poi di nuovo il buio, la casa, l'acqua, la luna, la paura.

Ore 2:07 il risveglio.

05 dicembre, 2006

Solo facciata

Tu vedi di me solo una facciata?
Tu non vuoi vedere altro.
Nessuno come te potrebbe vedere dentro
Il mio mare dentro
Solo non vuoi
Non so come mai
Ma non vuoi
E' come se ti avessi dato il libro
Il libro della mia anima
E tu guardassi soltanto
La copertina e il titolo
Non ti piace e non lo apri.
Quanto ho fatto
di stupido di matto di assurdo
Quanto ho detto
di stupido di matto di vero
Quanto ho scritto
di stupido di matto di vero
E' la trama del libro
Che non vuoi leggere.

04 dicembre, 2006

Un passo importante

Un passo importante
Cambiarsi fuori
Per essere come dentro
Perchè il dentro indica la strada
Un lungo percorso
Paura
Forse non arriverò in fondo
Ma devo provare

Anche se non era questo il mio sogno
Con te.

01 dicembre, 2006

Col tempo

Col tempo sai,col tempo tutto se ne va
Non ricordi più il viso,non ricordi la voce ..

Col tempo, col tempo... quanto è il tempo? Il tempo che si dilata a dismisura quando sei a fare i conti tra quello che senti e lo stridore tra quanto questo sia il suo niente e allo stesso momento il tuo tutto.
Quanto tempo? Il tempo infinito dell'attesa di qualcosa che non verrà mai. Come misurare questo tempo? Anche un minuto risulta troppo. Un giorno una fatica immane che sarebbe più semplice lasciare perdere tutto e però non puoi.
Davvero col tempo tutto se ne va?
Davvero alla fine non ami più?
E allora cosa diventi?





28 novembre, 2006

8200 minuti (circa)

Sono tantissimi i minuti che dovrò attraversare
con la loro vischiosità
con la loro lunghezza infinita
con la loro pesantezza
prima che la mia anima si possa di nuovo rilassare
guardando i toui occhi
il mare
il sole
la vita


27 novembre, 2006

Ancora ti amo

Per sempre.
Anche se mi addormenteranno l'anima.
Come potranno davvero cancellare
Un sentimento così?
Davvero ci riusciranno?
E allora chi sarò io?

Cancellare mare dentro

E' sbagliato il mio fuori.
Questo è appurato. Non riesce a aiutare il mio dentro.
Da oggi sarà sbagliato anche il mio dentro.
Tutto quello che sento deve essre cancellato
distrutto
eliminato
Non vale niente.
Io sono quello che sento.
Quindi non dovrò essere più niente
Questo mi è richiesto
Questo devo fare.
Ma non so perchè.

23 novembre, 2006

Vuoto intorno

Vuoto Intorno
Nulla Sputato In Faccia
Come stavo bene
quando non c'era nessuno
Ieri sera
Grazie
Fai finta che
La mia esistenza
Sia finita prima di Oggi
Tanto non serve
A niente

22 novembre, 2006

Sogno

Ho sognato..
Avevo un fratellino piccolo di due o tre anni. Siamo su una strada, c'e' una steccionata di legno,al di là c'e' un dislivello di una decina di metri. E' una giornata di sole. A un certo punto, consapevolmente e con volonta il fratellino decide di buttarsi di sotto.
Per suicidarsi. Lo so.
Vorrei impedirglielo, ma non faccio in tempo a fermarlo.
Mi dispero. Guardo di sotto. Lo vedo che è caduto in mezzo a dei cespugli, ma non sui cespugli. Nel mezzo dove niente c'era per attutire la caduta.
Sembra ancora più piccolo, sembra un neonato. Ma si muove. Urlo di stare fermo. Che chiamo i soccorsi e lo salveranno.
Mi precipito da lui, correndo.
Quando arrivo però lui si è già alzato. E' cresciuto. Ha 10 anni ora. Dice che non si è fatto niente.
Io dico che doveva aspettare l'ambulanza e che non poteva alzarsi da solo.
Arriva l'ambulanza.
Arriva il medico. Il medico dice che sicuramente si è fatto male e mi dà delle pasticche da dargli.
Poi mi dice che che sicuramente non le prenderà, perchè siccome fisicamente gli pare di non essersi fatto niente, è convinto di non essersi fatto niente e invece la caduta che ha subito gli ha sicuramente riportato dei danni che magari non si vedono ...

20 novembre, 2006

Vivere-Abitare

Spesso si usa la parola vivere intendendo invece il senso di abitare.
"- Dove vivi?". E' una domanda che chiede il posto dove si conduce la nostra esistenza.
Abitare da l'idea di casa e di accoglienza.
Io vorrei abitare in te per sentirmi davvero a casa.
E quindi vivere.

19 novembre, 2006

The Show Must Go On

In questa giornata piovosa, noiosa, umida e vuota. In questa giornata piovosa ho scelto di passare il pomeriggio a teatro. A teatro. A vedere uno spettacolo. Musical.
A teatro. Non ci andavo da quasi un anno. L'ultima volta ero con te. Spettacolo insulso e inguardardabile... ma come stavo io... come mi sentivo... cosa pensavo .. e ancora non sapevo nulla. Ancora non ero consapevole completamente del mio interno. Ancora andava tutto quasi bene.
Al ritorno, al ritorno io guidavo. Al ritorno un ricordo nitido e vivo dentro di me come una sensazione indelebile. Al ritorno. Tu mi hai preso la mano. E hai giocato sfiorando le tue dita nel mio palmo. E quello che io ho sentito dentro è stato la fine del mio autocontrollo, fino ad allora esercitato perfettamente o quasi. La fine della mia corazza di razionalità che si è frantumata lasciando l'anima nuda e indifesa davanti a sensazioni indescrivibili. Bellissime. Una distruzione di razionalità e costruzione di sentimento senza ritorno. La sensazione improvvisa e prepotente che mi ha lasciato senza fiato anche se io conoscevo già perfettamente quello che sentivo. Ho ritratto la mano, con il terrore dell'abisso che si vede da vette troppo alte. Avrei voluto fermare per sempre quel momento. Ma non è stato possibile. Solo le conseguenze. Sono rimaste.
Sogna prati fiori mi hai detto poi. Sogna prati fioriti.
E da allora piano piano la mia anima si è arrotolata, ingarbugliata, diventata senza capo nè coda.
Non trovo più il bandolo di questa matassa di sensazioni e sentimenti che si stratificano ogni giorno, e che non so gestire.
Ma quello che ho sentito quel giorno e che ancora sento quando sono con te è semplicemete pura vita. E luce. Sei ancora tutto.......
............
Brusio. Mi riprendo. Guardo le persone. Le potrone rosse. Il brusio del parlare di tutti con tutti riprende possesso del mio cervello. Torno con la mente al presente.
Si spengono le luci. Il brusio cessa.
The Show Must Go On.




17 novembre, 2006

Pura luce

A proposito di Dio. Di quello che c'è dopo. Di un abbraccio eterno con le persone che ci amano che ci hanno amato e che ci ameranno e quelle amiamo che abbiamo amato e che ameremo....

Pura Luce

Ma non senti crescere un canto
con le note più belle del mondo
sono gli amici persi nel vento
che ci vengono incontro...
oltre il tempo l’amore ha vinto
il segreto è nell’anima accanto
per questa notte oltre la vita
per ogni lacrima che scenderà
un abbraccio ci perdonerà
quante stelle cadono in mare
padri figli in un solo colore
ogni paura ora è lontana dagli errori dell’umanità
apri gli occhi
siamo pura luce ormai
mille voci un fuoco una casa
non tardare non tradire l’attesa
che io ti aspetto come ogni sera
per parlarti dell’eternità
apri gli occhi
sei la sola verità
ormai
cuori in tempesta
la morte ci sfida
la tua mano riconoscerò
di seguirti non mi stancherò... io no

Renato Zero

16 novembre, 2006

Grazie

Solo grazie.
Di esistere.

15 novembre, 2006

Insonnia

Non sopporto non saper dormire. Ho dato retta al medico. Ho preso il necessario. Come da settimane. Ma oggi no. Non sembra funzionare. Non funziona. Pensieri e sensazioni troppo forti. Vincono sulla chimica semplice. Non sopporto. Mi giro. Mi rigiro. Sento il tic tac di tutti gli orologi. Della casa. Del mondo. Che mi dicono che il tempo va lento. Che mi dicono come lenta sarà anche domani la mia sofferenza. Che mi dicono del tempo infinito per pensare. Del tempo infinito per sentire. TIC TAC. I pensieri rimbalzano. Tra le pareti della testa. Che vorrei scoppiasse. Che vorrei scoppiasse eliminando tutto. Rimanesse solo un vuoto. Il cervello è come in corto circuito. Mi immagino impulsi elettrici impazziti che viaggiano su binari casuali nella mia testa. Basta. Mi alzo. Scendo. Un bicchiere d'acqua. Anzi due. Torno. Mi sistemo. La posizione sembra comoda. Mi sembra possibile dormire. Chiudo gli occhi. Ma l'onda arriva. Il panico. Il panico del domani. Apro gli occhi. La posizione che sembrava comoda è addirittura insopportabile. Mi giro e mi rigiro. Accendo la luce. Guardo l'orologio. Le 2 e 37. Non un numero magico. Un numero qualsiasi. Prendo la penna e comicio a scrivere. Questo. Niente computer ora. Devo scrivere. La penna scorre raccontandomi. VOGLIO dormire. Panico. Panico assoluto. Non voglio passare un altro giorno così. Non un altro Natale. Se poi penso ad un'altra estate come quella passata, allora non respiro. Consapevole. Di non poter fare niente. Niente è da me controllabile. Niente. Non voglio neanche fare niente che possa fare bene a me ma male ad altri. Giro lo sguardo. Nella testa. Ovunque. Tu. Non posso scappare. Più scappo e più ti corro incontro. Mi immobilizzo. Sinapsi impazzite. Ancora tu. Ti vorrei qui. Ora. Subito. Adesso. Ti abbraccerei. Ti bacerei come non ho potuto mai fare. Ti stringerei fino a farti male. Per il male che sento ora. Non posso fare niente. Non ho niente di giusto. Non ho neanche niente di sbagliato (forse). Il fuori non va. Il dentro impazzisce. Tic tac. Spengo la luce. Mi giro e mi rigiro.

14 novembre, 2006

Wish you were here ... (QUANTO LO VORREI !!!!)

So, so you think you can tell
Heaven from Hell,
blue skies from pain.
Can you tell a green field
from a cold steel rail?
A smile from a veil?
Do you think you can tell?

And did they get you trade
your heroes for ghosts?
Hot ashes for trees?
Hot air for a cool breeze?
Cold comfort for change?
And did you exchange a walk on part in the war
for a lead role in a cage?

How I wish, how I wish you were here.
We're just two lost souls swimming in a fish bowl,
year after year,
running over the same old ground.
What have we found?
The same old fears,
wish you were here.

Pink Floyd

Pace

Improvvisamente, come l'onda di paura
Arriva anche la pace dentro di me.
Mai da sola.
Mai senza una ragione.
Ma sempre e soltanto per riuscire a parlare.
Parlare con chi è in armonia con la mia anima.
Sentire questa vicinanza fare risuonare e vivere il mare dentro.
Parlare con le parole
Parlare con i gesti.
Ascoltare e dire.
Dire molto con sguardi e gesti comunque non capiti.
Ma dire.
Tenere dentro impossibile lotta.
Ascoltare parole
Immaginare quel che appare impossibile.
Credere che il mondo è infinito
E infinite le possibilità
Immaginare che ci possano essre altre strade
Per me, ma anche per te.
Immaginare che tutto possa essere
diverso da quello che sembra ed è.
Pace dentro di me.
Fino alla prossima ondata di paura.
Pace adesso.

12 novembre, 2006

Freddo

Fa freddo. Un freddo insopportabile.
La testa è come una palla pulsante che fa male.

Male che si aggiunge al male.

Non ho niente davanti.
Non riesco a muovermi.
Vorrei fare. Vorrei dire. Vorrei urlare.
Ma resto immobile.
Vorrei che tutto finisse.
In qualsiasi modo non mi importa ma che finisse. SUBITO.
Invece non finisce.
E' dentro di me e non se ne vuole andare.
E intanto fa freddo.
Fa troppo freddo.

11 novembre, 2006

Solo un bacio

Solo un bacio che voli... voli... voli e si posi su di te mentre dormi.
E ti permetta di riposare e fare sogni meravigliosi.
I tuoi sogni preferiti.
Un bacio per te.

09 novembre, 2006

Onda

A volte tutto si agita dentro di me.
E come un onda improvvisa
la mia anima è

travolta


scaraventata

in qua


e là.


Senza ragione apparente.

E allora sbaglio.
Continuo a sbagliare.

Ti sposerei

La certezza dei miei sentimenti è così forte che se potessi ti sposerei
anche domani....
no anche adesso.

Subito.

Per amore, solo per amore.

Ogni volta ...............(sempre ti penso)

E ogni volta che viene giorno
ogni volta che ritorno
ogni volta che cammino
e mi sembra di averti vicino
ogni volta che mi guardo intorno
ogni volta che non me ne accorgo
ogni volta che viene giorno.

E ogni volta che mi sveglio
ogni volta che mi sbaglio
ogni volta che sono sicuro
e ogni volta che mi sembra solo
ogni volta che mi viene in mente
qualche cosa che non c'entra niente
ogni volta...

E ogni volta che non sono coerente
e ogni volta che non è importante
ogni volta che qualcuno si preoccupa per me
ogni volta che non c'è
proprio quanto la stavo cercando
ogni volta...
ogni volta quando....

E ogni volta torna sera e la paura
e ogni volta torna sera e la paura....

E ogni volta che non c'entro
ogni volta che non sono stato
ogni volta che non guardo in faccia a niente
e ogni volta che dopo piango
ogni volta che rimango
con la testa tra le mani
e rimando tutto a domani.

Vasco Rossi

08 novembre, 2006

Fondali

Tutto il mio, IO tutta la mia ANIMA ti sente. Ti sente e non ne può fare a meno. Posso fare finta che non sia vero; Ma non diventa falso solo fingendo.
Niente di finto può improvvisamente diventare vero. Niente di vero può improvvisamente diventare finto. Può evolversi, cambiare, crescere, distruggersi ma non modificare la propria essenza di vero/falso.

Vorrei poterti abbracciare.
Forte.
Vorrei poter entrare in questo mare e, nuotando, scoprirne i fondali, le bellezze più nascoste che so che ci troverei, che so che ci sono.

Le sento. Le vedo.

Ne ho certezza.


06 novembre, 2006

Energia

Guardo questo mio lavoro che sto portando avanti. E' lungo e lento. Ma mi dà energia e mi immagino quando sarò quasi in fondo. Sorrido perchè è per te che lo sto portando avanti. Un' idea venuta all'improvviso. Una folgorazione. Mi piace fare le cose. Mi piace farle quando sono per le persone che più amo. Mi rilassa. Mi rende luminosa la sera. La notte sembra più breve. Somiglia al niente questo lavoro. anzi è niente. Non servirà a niente. Sarà nato solo per testimoniare l'energia che nascondo ma non mi manca. Ma l'energia ci sarebbe comiunque che venga vista o no.
Tanti fraintendimenti sul mio dentro. Tante parole vuote. Tanto pensare che non valga niente. Tanto credere che non sia possibile. Tanto chiedere di buttarlo via.
Non posso. Sono io. Non perchè non sono normale, ma perchè credo nei sentimenti veri anche se non sono in grado di dipingerli agli altri, io li vedo dentro di me e questo a volte può essere meglio di nasconderli perchè gli altri si compiacciano della tua razionalità.
Se devo testimoniare il mio io devo testimoniare solo il mio amore.

05 novembre, 2006

21 GRAMMI

Ieri sera ho visto questo film. I destini di tre persone che si intersecano in una tragica fatalità. Ognuno porta la sua croce per questo.... 21 grammi il peso dell'anima secondo la teoria del film. Ma quanto c'e' dentro l'anima di una persona? Quanto questo la rende così unica e diversa da tutte le altre? Quanto? Guardare questo film, soffrire con i personaggi, percepire in ognuno il peso del vivere ha molto ridimensionato il mio piccolo ma immenso dolore quotidiano, ma non i sentimenti dentro, sempre in movimento, sempre in crescita. Chi sono io per voler un po' più di felicità? Non ho già tante cose per me? Mi guardo intorno. Non posso lamentarmi. Mi guardo fuori. Va tutto bene. Mi guardo dentro e invece manca tutto. Ma questo ridimensionamento mi ha permesso comunque di andare a dormire con uno spirito diverso. Quanto durerà la scia di quello che mi ha fatto pensare il fim? Quando poi il mio dentro riprenderà il sopravvento? Cerco di non pensarci adesso.

Ringrazio chi mi ha consigliato il film.


03 novembre, 2006

Eutanasia

Io sono per l'eutanasia. Lo considero un atto d'amore.
Non ho alcuna libertà neanche in questo però.

01 novembre, 2006

Vivere, mare calmo

Oggi ho in parte ritrovato qualcosa di prezioso che credevo perduto per sempre. E' incredibile come possa cambiare la prospettiva del mondo da una sera ad un altra.
E' incredibile come una semplice domanda come "perchè si decide di continuare a vivere?" possa generare dentro una serie di risposte una più vera dell'altra con la consapevolezza che è solo quel momento a generare quelle risposte. Quel momento in cui gli occhi guardano altri occhi, quel momento in cui questo semplice guardare sembra poter fermare il tempo e lo spazio. Quel momento in cui tutte le fatiche dei mesi precedenti sono lontane come non mai: come se non fossero mai esistite. Quel momento in cui i pensieri di ieri perdono qualsiasi valore in confronto a quello che senti dentro ora adesso.
Consapevole che domani dovrai comunque ricominciare la lotta dentro-fuori che ti accompagna nei giorni. Consapevole che il mare dentro si agiterà di nuovo e dalla tua riva tutto sarà di nuovo difficile, per il vento, la sabbia negli occhi che impedisce di vedere, il freddo, e il muro che nessuno ha tolto.
Consapevole che però bastano questi momenti e questo mare calmo a dare un senso a tutto.
Io sento e sono quello che sento.
Comunque.




Festa

Ieri festa con gli amici del mare. Bello rivedersi dopo due mesi. Capelli corti? Troppo corti. Rasali allora. Ma perchè? Di fuori sei completamente di fuori. Ma da te ci si apetta di tutto.
Commenti vari. Che hai fatto? Dormi? Ma con qualcosa? Di nuovo? Tanti hanno problemi. Non ho problemi in realtà. Non ci prendere i giro. Serata all'insegna del quasi nulla. Il dentro a pezzi per la difficile giornata. Difficilissima. Sentirsi il nulla e sentirsi essere il nulla più assoluto fa male. Fa malissimo. Non ho voglia di lottare ancora. Mi stanca. Voglio dormire e basta. Voglio non pensare.

E il mare dentro di me si fa sentire vivo più che mai.

31 ottobre, 2006

NON SONO NIENTE

NON SARO' MAI NIENTE

NON POSSO VOLERE D'ESSERE NIENTE

MA HO IN ME TUTTI I SOGNI DEL MONDO

Fernando Pessoa


Esatto.

30 ottobre, 2006

Cadere... rialzarsi

Tornavo a casa. In macchina, in coda. Non sopporto stare in macchina in coda, specialmente quando sono quasi a casa. In coda. Praticamente senze muoversi. Sul marciapiede di fianco, un gruppo di giovani .. parlano, guardano. Qualcuno telefona con aria preoccupata. Allora improvvisamente la vedo. Una signora anziana, seduta in terra sul marciapiede. Tutti quei ragazzi le fannno coraggio. La incitano a rialzarsi. Ho tempo. Immobile davanti alla scena. Vedo gli occhi smarriti di quella signora. I capelli un po' arruffati come certi vecchietti. Lo sguardo fiero. Smarrito. Fiero. Sembra volersi scusare per come si trova. Sembra voler essere lontano da li'. Sembra contenta di essere aiutata e al tempo stesso sembra non esserlo veramente. Come se avesse paura di dare fastidio. Gli occhi smarriti. Lo sguardo fiero. Come in uno specchio io vedo il mio animo. In terra. Smarrito. Fiero dei propri sentimenti senza paura. Ma smarrito. Che vorrebbe rialzarsi. Senza aiuto. Con la sua sola immensa forza. Il semaforo è verde. Non so come finirà. Non so se ce la farà da sola quella fiera signora dagli occhi smarriti.
Non so niente, ma non provo vergogna per quello che ho dentro.
Mi rialzerò e i miei occhi non saranno più smarriti.
Lotterò per quello in cui credo.
Non mi farò fregare con semplici teorie psicologiche appiattite.
Io sento. Io sono. Io amo. Solo questo conta.

29 ottobre, 2006

Ti penso



TI PENSO
TI DESIDERO
TI VOGLIO
TI AMO




Parlare

Parlare fa bene.. scioglie i nodi di incomprensione che a volte si creano.... ma parlare per telefono pochi minuti non basta, è un inizio ma non basta. Non c'e mai modo (non per me), non c'e' mai tempo (non per me). Ma è un inizio. Dov'e' che io non vado bene? Dentro o fuori? Il fuori si cambia. Il dentro no.
Dopo tanti mesi di catastrofe, dopo tanti mesi di fughe da casa (la mia casa la mia anima) per andare lontano, lontano in storie senza senso io devo, io voglio tornare a casa. Devo ripartire e curare questa piccola fragile stanca anima. Devo ripartire da quello che conta, da quello che sento come più vivo. Devo ripartire per forza da te.
E a casa apettarti anche per sempre.
Meglio aspettare te a casa che perdere anche me lontano.
Sei tutto. Ti aspetto. Ti amo.


28 ottobre, 2006

L'amicizia definita da te pochi mesi fa ..

l' amicizia è un sentimento anche più forte dell'amore. che mentre l' amore viene ma può anche finire l' amicizia quella vera resta per sempre.
... mi auguro che tu voglia ripensarci sul discorso della amicizia pura e eterna.

e un bacio,perche anche fra amici si può


E ora?

Catene

Sono ostinate queste catene
Il cuore mi fa molto male
Quando cerco di spezzarle.
Libertà è ciò che voglio
Ma ho vergogna solo a sperarla.
Sono certo di trovare in te
Una ricchezza inestimabile.
Sono certo che tu sei il mio amico migliore
Ma non so liberarmi degli orpelli
Che riempiono le mie stanze.
Sono avvolto in un sudario
Di polvere e di morte
Che odio
Ma stringo a me con amore.
Sono molti i miei debiti
Gravi i miei errori
Profonda e pesante la mia vergogna
Ma quando vengo a chiedere il mio bene
Tremo nel timore di essere esaudito.
- R. TAGORE -

Mare dentro

Amici, conoscenti a cena in pizzeria. Anni passati. Chi siamo ora? Raccontano, ascolto. Domandano... rispondo poco. Figli cresciuti, figli nuovi. Vino, birra. Parole vuote. Parole a riempire il nulla che vedo intorno. Li invidio. Non sanno che ho un mare dentro. Parliamo. Ridono. Non rido e di nuovo li invidio per la serenità che esce dai loro occhi. Vorrei riuscire a raccontare del mare che ho dentro. Vorrei dirlo a tutti. Vorrei urlare al mondo intero che sei tutto. Ma sarebbe peggio. Tutti mi direbbero quello che altri mi hanno già detto e continuano a dirmi. E allora in mezzo a tante persone mi rendo conto che in realtà sono senza nessuno. Un'anima seduta davanti al suo mare.
Io amo il mare. Io amo te.

27 ottobre, 2006

Va' dove ti porta il cuore

Finito di leggere questo libro.
Io vorrei andare dove mi porta il cuore. E' l'unica strada che riesco a vedere e che vorrei percorrere. Ma non riesco ad arrivarci. Qualcuno ha costruito un muro invisibile (nessuno lo vede) e invalicabile. E io ci sbatto contro in continuazione. Facendomi del male.
Io so dove mi porta il cuore.

26 ottobre, 2006

Castelli di sabbia

A che serve affannarmi tanto a tentare di distruggere quello che ho dentro se poi alla fine ci devo fare i conti in continuazione? E' una fatica immane, che mi assorbe completamente in maniera negativa. Non sono al mondo per distruggere.
Preferisco costruire.
Anche se costruisco un castello di sabbia che questo mare dentro mare fuori distrugge in continuazione io costruisco e vedo che il mondo può essere vissuto. Se smetto di costruire e cerco di distruggere il mare dentro togliendo acqua che poi ritorna cosa ottengo veramente? Fatica per niente.
Meglio un castello di sabbia in riva al mare. Anche se è effimero irreale e non esisterà mai più a lungo di un attimo.

25 ottobre, 2006

I tuoi occhi

So che devo imparare ad odiarti. Fino a che non accadrà non riavrò indietro la mia libertà.
Ma poi i tuoi occhi mi rivelano che l'odio è impossibile. Troppo c'è dietro, dentro in fondo all'anima. E la mia anima tenta di nascondersi sempre di più.

24 ottobre, 2006

Buio

Altro giorno passato. Altro niente attraversato. E di nuovo lacrime per nulla, nel nulla. La notte rileggo la realtà. E come la trovo davanti all'alba all'improvviso, così mi dorme accanto di notte. Per questo dormo male. Non ho più sogni, solo questa realtà accanto che vuole distruggere il mio dentro che difendo ad ogni costo .. per un giorno in più.
E' buio fuori. E' buio dentro.

Alba

Un'altro giorno sta prendendo il posto della lunga notte passata tra risvegli e sogni da rimuovere. Un altro giorno che devo vivere. Un altro niente da attraversare. Auto che cominciano a passare. Dove vanno? Sono felici almeno loro? Un motorino ... il motorino mi da idea di più libertà .. ma è solo una idea. Le lacrime comiciano a scendere come ogni momento in cui devo prendere contatto con la realtà. Vorrei non fare niente. Vorrei impazzire del tutto. Mi chiuderebbero almeno da qualche parte e non potrei più pensare. Intanto si sta facendo un po' più chiaro. Ci sarà mai un alba anche per me? Non credo più a niente. Alba.

22 ottobre, 2006

Questa casa ..

Questa casa .. Questa casa piena di me, dei miei ricordi più sereni .. devastata smembrata distrutta e poi ricostruita
diversa
irriconoscibile....
Bellissima ma non lei.
Anche se poggia sulle stesse fondamenta.
Anche se i muri in pietra sono rimasti gli stessi
Anche se da fuori non è cambiato niente.
Non mi ritrovo più.
Meglio così.. un anno fa la nonna se ne era andata e ora anche la casa come era se ne è andata con lei.
Anche io come la casa dentro irriconoscibile ..
Ma putroppo sempre qui.

Questo ti ho scritto nel dolore di vedere che una parte importante di me se ne è andata per sempre e non tornerà più. Rimmarrà d'ora in poi solo nei ricordi che niente potrà consolare.
Questo ti ho scritto e da te indietro neanche una parola di conforto perchè ormai è chiaro che gli amici si abbandonano nel momento del loro bisogno e si cercano solo nel momento del nostro.
Io però non l'ho mai fatto.
E non raccontarmi mai più che nessun cambiamento in peggio è avvenuto nella tua anima.
Mi dispiace soltanto per le persone che ti amano veramente.
Come me.

21 ottobre, 2006

Ti amo. Con tutta la mia anima.

Ti amo . Con tutta la mia anima.
Vorrei scrivertelo sussurartelo urlartelo perchè tu non lo dimentichi mai
Invece lo dico solo a me e come tutti sabati piango.... piango e basta perchè non ho che il nulla, il nulla dentro fuori e questo mare che è sempre più bello sempre più blu non lo potrò mai navigare.
Ti amo. Con tutta la mia anima.
E' semplice non c'e' niente altro da scoprire dentro.
Ti amo.
Ti amo.
Ti amo.

20 ottobre, 2006

Anima nella mano

Oggi per un tempo sospeso nel nulla. Breve. Intenso. Tu hai preso la mia mano nella tua.
E io ho sentinto, ho percepito chiaramente la mia anima uscire dal suo nascondiglio in fondo in fondo e rapida attraversare il corpo e sinuosa attraverso il braccio rannicchiarsi nella mano in cima alle dita per vivere per quel momento di calore e di vita che le manca da morire. Tutto il mio corpo si è irrigidito per lasciare a lei tutta l'energia necessaria. Le orecchie non ascoltavano. Il cervello non pensava più. Solo l'anima nella mano. Poi le mani si sono separate. L'anima è tornata a nascondersi vergognadosi persino un po' in fondo in fondo. A ritornare nel suo freddo nulla a cercare di non farsi sentire e in questo tentativo in realtà urlando più che mai.

Ancora questo sogno

Sono in difficoltà. Nel caso di stanotte ho una gomma a terra.
Tu sei con me. Ma appena vedi che mi serve aiuto prendi e te ne vai.
Esattamente come hai fatto.
E io non posso ripartire.

19 ottobre, 2006

Senza

Ancora sento dentro di me una serie di sensazioni senza tempo senza luogo e senza fine. Ti penso .. sei lontano .. più della distanza fisica fa male quella nuova che hai messo in mezzo e che comprime il mio dentro e che rende l'acqua di questo mare salata come lacrime e non distinguo più chi sono chi ero e chi sarò. Mi sento senza un destino senza una meta senza una strada.
Senza.

Senza di te.

Grazie

Grazie per averci fatto conoscere te
Grazie per averci dato la tua amicizia
Grazie

Grazie per avercela tolta senza motivo
Grazie per averci reso la vita così vuota
Grazie

18 ottobre, 2006

Mi manchi (ancora)


Dove è finita la nostra amicizia?

Chi l'ha uccisa?

Mi manchi.

Sei tutto

Sei sempre tutto. Tutto sempre. Sempre tutto.
Unico mio pensiero.
Con amore sempre nuovo
Con amore senza restrizioni
Con amore senza compromessi
Con amore sempre di più


Con amore

Voglia di scriverti

Non posso scriverti perche tu non vuoi, anzi il grande fratello non vuole.
Non riuscirai a distruggere i miei sentimenti. Con il tuo comportamento li rendi semplicemente molto più dolorosi. Non posso pensare che tutta l'amicizia sia stata incenerita da chi ha fatto terra bruciata intorno a te. Ha creato il nulla intorno a te per essere l'unica persona nel tuo magico cerchio. E questo nulla un giorno annienterà anche te.
Chi crea il nulla è fatto di nulla.
Chi distrugge non costruisce.

17 ottobre, 2006

Luce nel mare














Non posso spengere

La luce che dal mare

Entra dentro di me

E' più forte di tutto

E' luce, pura luce

Io ne sento il calore

Il resto non conta nulla

Comunque voglia essere

Il mare resta mare dentro

14 ottobre, 2006

Eliminazione dei capelli

Oggi ho eliminato i miei capelli.

Il perchè non lo so.

Mi andava di farlo e basta.

04 ottobre, 2006

Colline




Colline

Colline lievi, dolci. Come onde del mare si rincorrono una
dietro l'altra.
E in mezzo a loro cipressi come soldati che vanno verso
un destino segnato da strade senza bivi.

03 ottobre, 2006

Magia di numeri

Ieri sera l'ultima ora che ho visto sulla radiosveglia prima di
addormentarmi erano le 1:11

Al mio risveglio segnava le 4:44

Quindi ho dormito <= di 3:33

Io trovo qualcosa di magico in tutto questo ...

Ma mi dicono che comincio a dare i numeri ...

02 ottobre, 2006

Sogno

Ho sognato che tornavo a casa.
Avevo una casa in campagna in pietra,
bella, accogliente. Ci abitavo con te.
Tornavo a casa e trovavo una piccola bambina di pochi mesi (la mia anima) denutrita, abbandonata, nuda e infreddolita.
Allora me ne prendevo
cura.
La vestivo, la nutrivo e lei era contenta e mi diceva
esattamente cosa voleva perchè nonostante l'età parlava benissimo.
Poi uscivamo in giardino e ci mettevamo su una panchina ad aspettare serenamente.
Ad aspettare te perchè tu eri noi.
E quando arrivavi entravamo insieme in casa
ed eravamo famiglia.

01 ottobre, 2006

Anima e corpo

Ci sono anime profonde e ci sono anime più piatte.
Le seconde direi che sono le più diffuse. Rarissime e preziose le prime.
La tua è nella prima categoria.
Le prime hanno un metabolismo veloce per tutto quello che si portano dietro, soprattutto sentimenti e domande difficili, sempre alla ricerca senza dare mai nulla per scontato.
Le seconde hanno un metabolismo lento: le persone che abitano forse vivono meglio, si pongono meno problemi.
Le anime piatte hanno bisogno di pochissimo nutrimento.
Le altre hanno bisogno di essere nutrite esponenzialmente in base alla profondità.
Nutrite in maniera appropriata.
Non si può tentare di nutrire l'anima con "cibi vuoti". Un appagamento del corpo è come un sacchetto di patatine: dà soddifazione, l'anima APPARE soddisfatta lì per lì .. MA IN REALTA' NON E' STATA PER NIENTE NUTRITA.
Dopo tre mesi di sacchetti di patatine direi che il colesterolo dell'anima è andato alle stelle e che invece di farle del bene le ho fatto in realtà del male.
Questa la mia esperienza.